Accordo Pecci-Comune con assunzioni in vista
Grazie alla nuova convenzione le biblioteche Lazzerini e Cid lavoreranno insieme Si apre uno spiraglio per i nove ex dipendenti del Centro licenziati a primavera
PRATO. Si apre uno spiraglio, ma forse qualcosa di più per i nove licenziati del Centro Pecci, grazie alla convenzione triennale fra i museo e il comune di Prato per la gestione e lo sviluppo del Cid, la biblioteca specializzata del Pecci. Ma prima ecco il dettaglio della delibera proposta dall’assessore alla cultura Simone Mangani e ancor meglio del testo della convenzione, dove vengono evidenziate una serie di misure atte alla gestione dell’unica biblioteca italiana specializzata nelle arti visive contemporanee, premettendo che il costo del progetto, dal 1 ottobre prossimo fino al 30 settembre 2017, sarà di 246mila euro lordi, da sottrarre al contributo annuali del Comune di Prato al Centro Pecci. Quindi nessun aumento di costo per l’amministrazione comunale.
Il progetto triennale di valorizzazione e sviluppo del patrimonio librario e documentario del Cid, avverrà con l’inserimento, attraverso il rapporto con la Lazzerini, nella rete bibliotecaria regionale e nazionale e quindi passibile di nuovi eventuali contributi finanziari regionali, L'accordo agli indirizzi dati dalla giunta lo scorso luglio nell’ottica di una rinnovata e più articolata mission del Centro Pecci, mentre nella delibera viene esplicitamente indicato che “la responsabilità tecnica e gestionale dell’attuazione del progetto è del direttore della biblioteca Lazzerini”, quindi in pratica il Cid, che entro pochi mesi troverà sede nel nuovo edificio museale, insieme all’Archivio fotografico toscano, verrà gestito dall’attuale direttore della biblioteca comunale Franco Neri.
Ed ecco le finalità del progetto. Si comincia dalla riorganizzazione delle raccolte e degli spazi, un servizio di informazione e consulenza specialistica, l'incremento della fruizione e la promozione del centro, lo sviluppo delle collezioni e la partecipazione degli utenti anche a progetti cooperativi, come la digitalizzazione di risorse documentarie rare, la creazione di banche dati con altri istituti, la valorizzazione di fondi speciali di arte contemporanea, progetti di ricerca e di formazione e didattica di area vasta.
Nella delibera inoltre si spiega come e perché questo servizio verrà gestito dalla Società cooperative culture, che detiene l’appalto dei servizi bibliotecari fino al 30 settembre 2015, mentre per il periodo seguente toccherà al vincitore della nuova gara per la gestione dei servizi bibliotecari del comune di Prato.
E ora torniamo ai 9 licenziati, che potrebbero rientrare, tutti o in parte, nel nuovo progetto di gestione del Cid, visto che alcuni di loro lavoravano proprio alla biblioteca del Pecci.
Naturalmente sarà necessario uno o più incontri con i sindacati e con gli stessi licenziati, nel caso avessero già trovato un altro posto di lavoro, ma in ogni caso sembra procedere per il verso giusto la promessa del sindaco-presidente Matteo Biffoni, deciso a non lasciare senza lavoro i 9 licenziati, dopodiché nominerà il nuovo presidente del Centro Pecci.
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