Il Tirreno

Prato

Colletta per pagare l’esame medico all’anziana senza soldi

di Maria Lardara
Colletta per pagare l’esame medico all’anziana senza soldi

La pensionata aveva solo 10 euro ed era stata respinta alla reception di uno studio convenzionato con l’Asl di Prato, ma gli altri pazienti in attesa hanno messo mano al portafoglio

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PRATO. Storie di ordinaria crisi e di straordinaria generosità. Spesso le raccontano le sale d’attesa di ambulatori e ospedali che diventano così uno spaccato di vita quotidiana con tutti i suoi problemi. C’è chi in tasca non ha i soldi per pagare un’analisi medica, sia pure con il ticket, e c’è chi con un gesto di umanità si fa avanti per sostenere le spese di chi non può. Piccole gare di solidarietà, collette spontanee fatte col cuore, sentimenti di compassione reciproca.

E’ un caldo venerdì pomeriggio di fine agosto quando in un istituto privato convenzionato con l’Asl 4 di fuori Prato si presenta una donna con la carrozzella intorno ai sessant’anni, accompagnata da una volontaria della Misericordia di Carmignano. Al banco dell’accettazione le viene chiesto di pagare 43 euro di ticket per una radiografia. La signora tiene in mano la ricetta rossa con la prescrizione del medico di famiglia, solo che in tasca la signora aveva solo dieci euro, giusto quelli che credeva di pagare come già avvenuto in passato per quella prestazione diagnostica. In realtà, non aveva l’esenzione giusta registrata sulla ricetta, per cui quell’analisi le sarebbe costata comunque 43 euro. Lei è al verde, l’operatrice come da regolamento si rifiuta di farle eseguire l’esame tanto più che una settimana prima l’utente era già stata respinta a Villa Fiorita per le stesse motivazioni economiche, come risulta dal terminale dell’accettazione. Accompagnata dai servizi sociali, la cittadina si era ritrovata così a bussare alla porta di un’altra struttura sanitaria, nella speranza di rientrare nelle spese con quei pochi spiccioli in tasca. Aveva fatto male i conti. Ad assistere alla scena, in quella sala d’aspetto, c’è anche Stefania Stefanin, nota attrice pratese che ha prestato il volto al fortunato docu-film “La ballata del sacco di Prato”. Con gli occhi segue l’evolversi della situazione insieme ad altre quattro persone anziane, in un crescendo drammatico per l’imbarazzo della signora mortificata dal rifiuto opposto dall’altra parte del vetro.

«Io e le altre persone in sala d’attesa abbiamo provato a protestare ma non volevamo con il nostro intervento mortificare ulteriormente la donna in lacrime che mostrava evidente disagio. Così ci siamo guardati tutti in faccia e, frugandoci in tasca, d’istinto abbiamo deciso di fare una colletta per pagarle le analisi. Chi ha dato 10, chi ha dato 5 euro: l’importante è che sia scattata la molla della solidarietà tra le persone in un mondo in cui l’umanità sembra diventare merce rara».

Tra lacrime di commozione per quel gesto inaspettato, la signora alla fine ha potuto sottoporsi all’esame. Stefania e gli altri presenti non hanno voluto approfondire i motivi che impedivano alla signora di accedere all’esenzione del ticket, in modo da non provocarle ulteriore imbarazzo. Le uniche circostanze chiare erano la sua solitudine e l’indisponibilità economica. Da qui prende spunto la riflessione dell'artista, affidata anche al suo profilo su Facebook.

«Ovunque ci si giri, ci sono sacche di povertà, spesso silenziose e invisibili, che stanno dilagando: anche al supermercato si vede sempre più gente fare la spesa con gli spiccioli. Capisco la rigidità del personale che opera nelle strutture sanitarie ed è tenuto ad osservare delle regole, ma tante volte basterebbe non dimenticare mai le persone che abbiamo di fronte e mostrare un pizzico di umanità in più…». Una umanità che tuttavia Stefania Stefanin ha saputo esprimere trovando al complicità delle altre persone che erano in sala di attesa insieme a lei.

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