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Perseguita don Marco Natali non può avvicinarsi alla chiesa

Perseguita don Marco Natali non può avvicinarsi alla chiesa

PRATO L’ha aggredito, minacciato e più volte è anche entrato in chiesa interrompendo la messa. Un uomo, con precedenti analoghi, 66 anni pratese, è stato intimato dal Gip di non avvicinarsi a don...

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PRATO

L’ha aggredito, minacciato e più volte è anche entrato in chiesa interrompendo la messa. Un uomo, con precedenti analoghi, 66 anni pratese, è stato intimato dal Gip di non avvicinarsi a don Marco Natali, parroco di San Bartolomeo. La vicenda andava avanti da due, tre anni tanto da configurare il reato di stalking.

Una situazione talmente pesante - e diventata insostenibile - da richiedere l’intervento del Tribunale e della squadra mobile della polizia per dare esecuzione all’ordinanza. L’uomo in base al provvedimento non può avvicinarsi al prete, alla parrocchia e a luoghi di culto.

Padre Marco Natali aveva conosciuto l’uomo,Giuseppe Verbaro, un testimone di giustizia, più di 10 anni fa. “E’ un testimone di giustizia ma che nei suoi comportamenti non ha mai rinnegato la violenza che ha sempre utilizzato per ottenere quello che vuole».

Comportamenti eccessivi che il suo status - arrivato a Prato dopo la testimonianza contro la famiglia Abate e la Camorra - ha sempre reso non condannabili. Intorno a lui i primi anni che era a Prato si era creata una sorta di benevolenza e anche di accettazione perché comunque aveva fatto una scelta difficile.

«La Diocesi ha pagato il suo affitto e lo ha mantenuto per anni - racconta don Carlo - nonostante più volte abbia aggredito e minacciato anche il vescovo Simoni che comunque lo proteggeva. Una situazione che negli anni ha ingenerato in Verbaro la convinzione che con la violenza si ottiene tutto. Io da tempo ormai ho smesso di credere a tutto quello che dice e non accetto più che abbia questi comportamenti, urla quando mi incontra, mi minaccia e nel 2007 mi ha rotto persino una mano. Lui sa che spara contro la Croce Rossa: non posso mica rispondergli prendendolo a pedate mentre interrompe la messa? E’ però vero che così non va e per questo ho avviato un procedimento per stalking consapevole che lui continuerà con questi comportamenti». «Ho però deciso che se è malato debba essere curato mentre se è solo violento è giusto che paghi per quello che fa. Come chiunque».

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