Il Tirreno

Prato

Bus, treno e pazienza in viaggio sul convoglio che porta a Prato

di Cristina Orsini
Bus, treno e pazienza in viaggio sul convoglio che porta a Prato

Quasi due ore di tragitto dalla stazione di Bologna Tratta interrotta per lavori nella galleria Monte Adone

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PRATO. Pochi ma buoni. Vero. Alla stazione di Bologna, ieri, alle 7,20, in attesa del trenino che porterà a Prato, ci sono quattro gatti. Per forza, perché il viaggio che attende i pochi utenti (di questa tratta) delle Ferrovie italiane è di quelli lunghi e faticosi. Il tratto da Bologna a Prato e viceversa è interrotto tra Pianoro e Monzuno (sul versante emiliano) per lavori all'interno della galleria di Monte Adone. Dunque per garantire comunque il trasporto Rfi ha pensato di suddividere il tragitto in tre step successivi: da Bologna a Pianoro sul regionale, da Pianoro a Monzuno con un bus e da Monzuno a Prato di nuovo sul treno. Lo stesso per il viaggio in senso inverso: da Prato a Monzuno sul treno, da Monzuno a Pianoro sul bus e da Piano a Bologna di nuovo su ferro. I coraggiosi pronti a intraprendere il viaggio che durerà un'ora e 50 minuti invece dei 70 consueti - già tanti per percorrere 80 chilometri - sono appena una decina. Diligentemente alle 7.31 tutti salgono sul convoglio, come al solito malmesso, e si parte. Puntuali: ottimo. E invece basta allungare le orecchie ascoltando lo scambio di informazioni tra la capotreno e un ferroviere evidentemente fuori sevizio che probabilmente prende il treno per tornare a casa, per capire che non è sempre stato così semplice. La capotreno, piglio deciso, al collega: «L'ordine delle ferrovie - dice - è quello di ripartire da Pianoro in orario senza aspettare il bus che viene da Monzuno (con viaggiatori partiti da Prato ndr)». Panico: allora se si arriva in ritardo col bus a Monzuno c'è l'eventualità di restare lì perché il trenino per Prato è già partito? Sì. Anzi, è proprio successo. La giornata di lunedì, primo giorno di interruzione della tratta, deve essere stata di quelli difficili sul serio. Almeno ascoltando le descrizioni fatte dal ferroviere al capotreno: «I passeggeri sono stati lasciati a piedi, il treno non li ha aspettati». Seduto da una parte c'è uno straniero, poverino, forse un indiano che deve arrivare a Firenze e mostra a tutti, incredulo, il suo strano il biglietto di viaggio "a puntate": Bologna-Pianoro-Monzuno-Prato-Firenze ed elemosina qualche conferma: «Giusto?» La capotreno: «Si, bene così, avanti». Come si parte, così si arriva. A Pianoro, naturalmente, venti minuti dopo. Subito fuori della stazioncina c'è un dirigente Rfi abbronzato e sorridente con bandana al collo che accoglie i pochi passeggeri e li rassicura: «Il pulman sta arrivando, non vi preoccupate». E se il treno non aspetta quei poveretti che sono partiti novanta minuti fa (sono appena le 7,50) da Prato, come è successo nei giorni scorsi? «Impossibile - risponde - Il treno parte solo quando do io l'ok» e mostra il cellulare. E allora? Cosa è accaduto lunedì? La seconda versione non è meglio della prima: «I viaggiatori - spiega il dirigente Rfi - erano in numero superiore al previsto, riempivano tutto questo piazzale - fa segno indicando uno spazio in grado di contenere alcune centinaia di persone - L'autobus era troppo piccolo quindi ne ha trasportato solo una parte». Quell'altra è rimasta "a piedi" in attesa di un secondo bus e del successivo collegamento col trenino. Il bus ritarda circa 10 minuti, invece di arrivare alle 7,55 arriva alle 8,04 e parte un minuti dopo: giunto il tempo di fare salire i pochi passeggeri. Per Monzuno la strada è stretta, tutte curve. E’ quella che attraversa l'Appennino in direzione della Toscana il cui tratto più impervio è quello delle "Ganzole". Famigerato, se l'autista non appena acceso il motore afferra il microfono e avverte: «Non sarà un viaggio agevole se qualcuno soffre la macchina qui ci sono dei sacchettini». E via, su è giù, nel verde della strada panoramica. L'arrivo a Monzuno è 32 minuti più tardi (8.37): nessuno si è sentito male, tutti mezzi addormentati, il secondo trenino è lì che aspetta fermo lungo i binari. Quante volte ha già fatto Pianoro- Monzuno questa mattina? «Sono già tre - risponde il conducente del bus scuotendo la testa - e me ne rimangono altre diciannove, devo arrivare quasi a mezzanotte». Auguri. Tutti sul treno per la terza e ultima tappa di questa gara di resistenza: alle 8,40 le porte elettriche del regionale si chiudono - perfettamente in orario - per riaprirsi, per l'ultima volta alle 9,20 alla stazione di Prato, meta del viaggio. Sono passate quasi due ore, ma tutto è andato bene. Basta solo non avere fretta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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