Il Tirreno

Prato

Palazzo Novellucci a Prato messo all’asta per quasi 4 milioni

di Maria Lardara
Palazzo Novellucci a Prato messo all’asta per quasi 4 milioni

La Provincia costretta ad alienare alcuni beni mette in vendita anche i fondi commerciali di via Ricasoli

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PRATO. Alzi la mano chi possiede la bellezza di 3,750 milioni di euro per acquistare un palazzo storico del Cinquecento in centro storico, distribuito su due piani e di proprietà della Provincia. Cifre da capogiro, soprattutto di questi tempi. Ma se un compratore milionario c’è, allora può farsi avanti entro il 10 settembre, quando scadrà l’asta pubblica indetta dalla Provincia per alienare l’immobile di pregio di via Cairoli: l’operazione di mettere in vendita parte dei gioielli di famiglia è il frutto di una pesante manovra di bilancio varata a fine giugno per liberare risorse e immettere liquidità nelle casse dell’ente.

E Palazzo Novellucci, appunto, sede anche del consiglio provinciale prima del trasferimento a Palazzo Banci Buonamici, rientra tra i beni da alienare per recuperare risorse. Sul piatto il boccone è appetitoso: su Palazzo Novellucci, acquistato dall’ente nel 1997, pende una dichiarazione di interesse storico-artistico (apparteneva alla famiglia signorile dei Novellucci) con tanto di decreto del ministero dei Beni culturali del 1984. L’edificio è distribuito su due livelli, oltre a un piano interrato: al primo piano si segnala la presenza di un’ampia sala per le riunioni di 90 metri quadrati mentre la restante superficie è suddivisa fra una ventina di box ufficio.

Attualmente, il palazzo ospita i settori dell’ambiente, protezione civile, lavori pubblici, polizia provinciale e governo del territorio. A chi andranno questi spazi? Intanto l’importo posto a base d’asta è di 3,750 milioni di euro: l’asta pubblica sarà considerata valida anche in presenza di una sola offerta, di importo pari o superiore al prezzo a base d'asta. Ad aggiudicarsi il palazzo, naturalmente, sarà chi presenterà l’offerta più alta. Occhio alla documentazione da presentare entro il 10 settembre all’ufficio protocollo della Provincia: la busta “A” dovrà riportare l’istanza di partecipazione all’asta pubblica, scaricabile anche dal sito web dell’amministrazione provinciale (sezione “gare e avvisi”), nonché la dichiarazione sostitutiva scaricabile sempre dallo stesso indirizzo internet; il plico contenente la busta “B” dovrà comprendere invece l’offerta d’acquisto.

Giorni contati anche per l’altra asta pubblica sempre indetta dalla Provincia che riguardano porzioni di Palazzo Banci Buonamici, corrispondenti ai fondi commerciali che oggi ospitano i negozi “Segue”, “Tezenis”, “Original Dreams”, l’ex profumeria “Lylyox”, caffè “Buonamici” e bar “Datini”: gli eventuali acquirenti potranno farsi avanti entro il 25 agosto, termine ultimo per la presentazione delle offerte.

 

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