Il Tirreno

Prato

Prato ha poca attenzione per i disabili

di Alessandra Agrati
Prato ha poca attenzione per i disabili

L’esperienza di Bruna Toria, costretta sulla sedia a rotelle: per istituire un parcheggio a pagamento hanno bloccato l’accesso alla rampa

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PRATO. Quando non ci sono le barriere architettoniche si innalzano quelle burocratiche. Bruna Toria, costretta a vivere su una sedia a rotelle, ieri mattina si è recata in via Fratelli Giachetti 28/3 nell'ufficio di un notaio.

«Il palazzo è sede di numerosi uffici ed è stato attrezzato con le rampe per accedere all'ascensore, il problema è che davanti all' ingresso c'è un avvallamento del marciapiede per agevolare le carrozzine, ma l'amministrazione ha previsto la realizzazione di parcheggi a pagamento che di fatto impediscono l'accesso al palazzo per chi come me è disabile».

C'era una macchina parcheggiata e quindi Bruna ha dovuto trovare un'alternativa: «Per fortuna, a distanza di pochi metri, c'è il deposito del negozio Salvadori che ha delle rampe, penso per lo scarico delle merci, così ho utilizzato questa strada. Ovviamente ho chiamato subito gli uffici comunali per avere spiegazioni. Dopo diversi minuti di attesa e di ricerca per rintracciare l'ufficio giusto mi è stato passato un geometra che senza tante gentilezze mi ha spiegato che siccome nella zona non ci sono cartelli che indicano l'ingresso per i disabili, i parcheggi sono regolari».

Passato il primo momento di sconcerto, Bruna ha rispiegato al geometra la situazione. «Ho cercato di fargli capire che se è previsto un abbassamento del marciapiede vuol dire che in quello spazio c'è un passaggio che non deve essere bloccato. E' stato tutto inutile, addirittura mi è stato consigliato di fare un esposto e poi la conversazione è terminata in modo brusco».

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La riflessione di Bruna è amara: «Prato non è certo una città accogliente per chi è disabile, ci sono tantissime barriere architettoniche, una volta tanto che qualcuno ha pensato a noi ci troviamo davanti a persone incompetenti che quindi ci complicano la vita oltre a farci arrabbiare ulteriormente».

In altre parole manca la cultura dell' accoglienza verso il disabile. «Anche se riesco ad entrare in un bar, operazione non così scontata, giunta al bancone nessuno mi vede perchè rispetto alla mia posizione è troppo alto. Stessa situazione paradossale quando entro in un negozio e devo provarmi i vestiti: difficilmente i camerini sono attrezzati per contenere una sedia a rotelle».

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