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Prato

Furto sacrilego alle Carceri

Furto sacrilego alle Carceri

Rubata la pisside d’argento con le ostie consacrate, poi ritrovate poco lontano

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PRATO. Nuovo furto sacrilego in una chiesa pratese. Stavolta i ladri hanno preso di mira la Basilica di Santa Maria delle Carceri. Dall’altare ieri pomeriggio è sparita la pisside in argento contenente le ostie consacrate (poi in gran parte ritrovate gettate via in un fondo commerciale vuoto poco distante) e un vasetto di vetro contenente l’acqua dove vengono depositati i frammenti di ostie al termine della comunione.

Ad accorgersi del furto, intorno alle 18, è stato don Andrea, uno dei sacerdoti collaboratori di don Carlo Stancari, in questi giorni impegnato nella missione diocesana in Ecuador, al termine della celebrazione di una messa funebre. Il sacerdote si era ritirato in sagrestia per la svestizione e al suo rientro in chiesa si è accorto della sparizione dei due oggetti sacri che si trovavano sull’altare maggiore. E’ stato dato immediatamente l’allarme. Avvertite le forze dell’ordine e informati sia don Carlo Stancar che il vescovo Franco Agostinelli.

L’ipotesi è che, come accaduto in un recente passato, non si tratti di un furto legato a riti satanici, visto che le ostie sono state gettate, ma di un furto per ricavare qualche soldo.

«Provo grande dolore e rammarico - ha commentato il vescovo Agostinelli - per questo ennesimo gesto sacrilego contro le chiese pratesi. Non ci facciamo comunque intimidire. Le chiese resteranno aperte. Mi sento di escludere che si tratti di un gesto legato a riti satanici. Chiedo un gesto di dignità all’autore perché restituisca questi oggetti».

Il furto è avvenuto ad un mese di distanza da quello che si era verificato nella chiesa di San Barnaba, la cappella del vecchio ospedale di Prato. Portati via lo sportellino del tabernacolo che si trovava sull'altare e la pisside con all'interno alcune ostie consacrate. Le indagini dei carabinieri riuscirono ad arrivare all'autore, un trentenne pistoiese, e al recupero degli oggetti sacri (ceduti ad un compro oro) che vennero poi ufficialmente riconsegnati al vescovo Agostinelli nel corso di una messa di riparazione.

Ma le chiese pratesi, nei mesi scorsi, furono oggetto anche della furia vandalica di uno squilibrato che più volte si accanì contro i crocifissi. Alla fine però, anche in questo caso, l’uomo venne individuato grazie alle riprese video di una telecamera posta nella cattedrale di Santo Stefano. (g.c.)

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