I nove esuberi saranno ricollocati alla Lazzerini
PRATO. Potrebbe essere una delibera di giunta, per l’esattezza la numero 213, la chiave di volta per la salvezza dei nove licenziati del Centro Pecci. Per loro, si fa sempre più largo l’ipotesi di...
PRATO. Potrebbe essere una delibera di giunta, per l’esattezza la numero 213, la chiave di volta per la salvezza dei nove licenziati del Centro Pecci. Per loro, si fa sempre più largo l’ipotesi di una ricollocazione entro l'autunno nella biblioteca Lazzerini, alla luce di un accordo di collaborazione tra quest’ultima e il Cid/Arti visive (biblioteca del Pecci) contenuto, appunto, in quella delibera. Non a caso il futuro dei nove licenziati è stato argomento al centro di un incontro a Firenze tenutosi ieri pomeriggio alla presenza del sindaco Matteo Biffoni (nonché presidente pro-tempore del Pecci), l’assessore alla cultura Simone Mangani e i rappresentanti delle sigle Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil insieme a una delegazione di lavoratori. Padrona di casa, l’assessore regionale alla cultura Sara Nocentini: la Regione, infatti, farà da garante nell’accompagnare il percorso di ricollocazione delle nove risorse, attivando un tavolo di confronto permanente anche con le organizzazioni sindacali in modo da monitorare le tappe graduali del reinserimento dei lavoratori. Che, dal canto loro, se da un lato avrebbero voluto rientrare al Pecci (ciò significherebbe sconfessare il cda esistente che si era pronunciato a favore del licenziamento eccetto il voto contrario di Angelo Formichella, rappresentante della Regione), dall'altro hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia di nuove soluzioni di ricollocazione. «Quest’ultima – tiene a precisare Alberto Santini (Filcams-Cgil) – deve avvenire ricreando tutte le condizioni per una stabilità dei lavoratori: a molti di loro mancano pochi anni alla pensione. No dunque a contratti precari: su questo terreno abbiamo avuto l’assicurazione di un impegno da parte del sindaco». (m.l.)
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