Italia
Il nuovo Centro Pecci in futuro viaggerà a “due corsie”
PRATO. «Mi piacerebbe vedere il Centro Pecci irrompere in città a piedi uniti». Così l’assessore alla cultura Simone Mangani, mercoledì sera nell’anfiteatro del museo, nell’incontro con le realtà...
PRATO. «Mi piacerebbe vedere il Centro Pecci irrompere in città a piedi uniti». Così l’assessore alla cultura Simone Mangani, mercoledì sera nell’anfiteatro del museo, nell’incontro con le realtà giovanili della nostra città, promosso dal direttore Fabio Cavallucci per elaborare un progetto strategico innovativo. Mangani non ha nascosto le difficoltà nel reperire le risorse finanziarie per supportare le realtà culturali cittadine, vedi i corsi didattici per la Camerata strumentale, ma è convinto che il nuovo Pecci svolgerà al meglio la funzione di unico museo regionale di arte contemporanea. Un incontro con i giovani che ha visto succedersi una serie di interventi , come Jonathan Targetti, presidente dell’associazione Warehouse e Distretto parallelo , che ha ribadito come « il 2014 sia l’anno zero per la nostra città, ma che il grosso disagio possa trainare energia per ripartire, anche grazie al Pecci, non museo, ma centro, magari sfruttando la comunicazione dei social network». Un rilancio per l’attività didattica ha invece chiesto Niccolò Storai , autore di fumetti e di cartoni animati, dopo aver ricordato la figura del presidente Valdemaro Beccaglia,, mentre l’architetto veneto Alessandro ha ribadito con forza che il futuro del Pecci è in Europa, anzi nel mondo, «altrimenti va chiuso domani». In precedenza avevano parlato la dirigente del comune Rosanna Tocco, responsabile di Officina Giovani, e Andrea Bertini , presidente dell’associazione il Pentolone, che riunisce 44 gruppi giovanili, ma anche il batterista- magazziniere Alessandro, che quando è al Pecci vuole sentirsi “come a casa”. Dopo il ringraziamento ai presenti da parte di Greta Beccaglia, tra gli organizzatori della serata , il direttore Cavallucci ha confermato come il nuovo Pecci, «transiterà nelle due corsie», ovvero verso l’interno per richiamare gente, ma anche verso l’esterno per diramarsi sul territorio e nel mondo. Ma intanto proseguono gli incontri con le altre realtà toscane di arte contemporanea, infatti dopo la visita ad Arezzo,martedì scorso, Cavallucci andrà a Carrara, dove ha curato anche l’edizione 2010 della Biennale e poi a Siena il 30 luglio. E ora l’ultima notizia perché lunedì prossimo il nuovo direttore conclude il rapporto con il ministero polacco e si dedicherà solo al nuovo Pecci di Prato, dove ha trovato casa a pochi metri dal museo.
Riccardo Tempestini
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