Il presidio
Obbligo di firma per l’aggressore dell’autista del bus
PRATO. Ha evitato il carcere, almeno per ora, l’aggressore dell’autista della Cap che martedì pomeriggio ha aggredito in piazza San Marco il conducente di un bus della Lam perché, a suo dire, si era...
PRATO. Ha evitato il carcere, almeno per ora, l’aggressore dell’autista della Cap che martedì pomeriggio ha aggredito in piazza San Marco il conducente di un bus della Lam perché, a suo dire, si era rifiutato di farlo scendere prima della fermata. Valerio Lenoci, 39 anni, difeso da Giuseppe Bonfante, è comparso ieri davanti al giudice Giulio Fanales per la convalida dell’arresto (le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni) e per prima cosa si è voluto scusare con l’autista e coi carabinieri che lo avevano arrestato. Ha detto che ha chiesto al conducente di aprire le porte perché si era accorto che un suo amico era rimasto fuori. Il conducente forse non ha sentito, o più probabilmente non poteva fare fermate a richiesta. Sta di fatto che Lenoci lo ha preso a pugni e calci, un accesso di violenza che è continuato anche quando sono arrivati i carabinieri (l'autista è stato poi giudicato guaribile in sette giorni). L’unica cosa certa è che Lenoci era ubriaco al momento dei fatti.
La Procura ha scelto la linea dura. Il sostituto procuratore Antonio Sangermano ha negato il consenso al patteggiamento e ha disposto che il pubblico ministero in aula chiedesse la custodia cautelare in carcere, in base alla previsione di una pena superiore ai tre anni. Il giudice Fanales ha dunque convalidato il fermo, ma ha disposto solo l’obbligo di firma fino a ottobre, quando si svolgerà il processo (l’avvocato difensore ha chiesto i termini per la difesa). Prima di congedare l’imputato gli ha chiesto se si rendeva conto di quello che poteva succedere se l’autista avesse perso il controllo del bus. «Per questa volta le do una possibilità - questo il senso dell’ammonimento del giudice a Lenoci - ma la prossima volta finisce in carcere». (p.n.)
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