Il Tirreno

Prato

Evita il carcere l’aggressore dell’autista del bus della Lam

di Paolo Nencioni
Evita il carcere l’aggressore dell’autista del bus della Lam

Linea dura della Procura di Prato che nega il patteggiamento e chiede la custodia cautelare alla Dogaia, il giudice convalida il fermo e impone l’obbligo di firma. L’imputato chiede scusa ai carabinieri e al conducente

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Ha evitato il carcere, almeno per ora, l’aggressore dell’autista della Cap che nel pomeriggio di martedì 15 luglio ha aggredito in piazza San Marco il conducente di un bus della Lam perché, a suo dire, si era rifiutato di farlo scendere prima della fermata. Valerio Lenoci, 39 anni, difeso da Giuseppe Bonfante, è comparso oggi, 16 luglio, davanti al giudice Giulio Fanales per la convalida dell’arresto (le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni) e per prima cosa si è voluto scusare con l’autista e coi carabinieri che lo avevano arrestato. Ha detto che ha chiesto al conducente di aprire le porte perché si era accorto che un suo amico era rimasto fuori. Il conducente forse non ha sentito, o più probabilmente non poteva fare fermate a richiesta. Sta di fatto che Lenoci lo ha preso a pugni e calci, un accesso di violenza che è continuato anche quando sono arrivati i carabinieri (l'autista è stato poi giudicato guaribile in sette giorni. L’unica cosa certa è che Lenoci era ubriaco al momento dei fatti (qui sotto i soccorsi all'autista).

BUS-D_WEB

La Procura ha scelto la linea dura. Il sostituto procuratore Antonio Sangermano ha negato il consenso al patteggiamento e ha disposto che il pubblico ministero in aula chiedesse la custodia cautelare in carcere, in base alla previsione di una pena superiore ai tre anni. Il giudice Fanales ha dunque convalidato il fermo, ma ha disposto solo l’obbligo di firma fino a ottobre, quando si svolgerà il processo (l’avvocato difensore ha chiesto i termini per la difesa). Prima di congedare l’imputato gli ha chiesto se si rendeva conto di quello che poteva succedere se l’autista avesse perso il controllo del bus. «Per questa volta le do una possibilità - questo il senso dell’ammonimento del giudice a Lenoci - ma la prossima volta finisce in carcere».

bus

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera