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Giovane accusato di molestie telefoniche alla mamma dell’amico
Singolare vicenda in Tribunale a Prato: la donna riceveva chiamate notturne sul cellulare e ha sporto querela. «Quando mi hanno detto che era lui non ci volevo credere»
PRATO. Molestie telefoniche alla madre dell’amico. Di questo è accusato un venticinquenne pratese che sta affrontando un processo davanti al giudice monocratico Franco Borselli. Una storia veramente singolare, che risale ai primi mesi del 2011. Protagonista una donna di mezza età, dirigente della Gucci, che sporge querela contro ignoti. Da qualche tempo, infatti, viene svegliata nel cuore della notte da chiamate anonime sul telefono cellulare. Dall’altra parte c’è una voce contraffatta che le fa proposte oscene. All’inizio la donna pensa a uno scherzo, però poi la cosa si ripete e assume i contorni di una persecuzione: due o tre chiamate per notte, un paio di volte alla settimana. Le indagini delle forze dell’ordine partono dai tabulati e quattro chiamate portano a una scheda telefonica in uso a una persona che la donna conosce molto bene, è un amico di suo figlio.
«Quando me l’hanno detto non ci volevo credere - ha raccontato in aula - Ho sempre pensato che fosse un bravo ragazzo, ora non più». Tanto che quando l’avvocato Cristiano Toraldo le ha chiesto se voleva ritirare la querela, la donna ha risposto con un secco no.
L’indagine comunque ha portato alla citazione in giudizio del giovane, che non ha mai ammesso di essere l’autore delle telefonate. L’imputato verrà sentito alla prossima udienza, in ottobre. In teoria le telefonate attribuite al suo cellulare potrebbero essere il frutto di una clonazione, oppure di una tessera telefonica comprata da altri a suo nome. Resta la curiosa coincidenza del rapporto di amicizia col figlio della donna molestata.
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