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Il M5S chiede l’istituzione a Prato delle “stanze del buco”

Il M5S chiede l’istituzione a Prato delle “stanze del buco”

Mozione della consigliera La Vita, che vorrebbe usare locali inutilizzati del patrimonio comunale per tranquillizzare i residenti e limitare le overdose: «Facciamo come fanno in Europa»

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PRATO. Il Movimento 5 Stelle propone l’istituzione a Prato delle cosiddette “stanze del buco”, luoghi controllati nei quali i tossicodipendenti possano iniettarsi la droga senza farlo in pubblico. Lo rende noto la consigliera comunale Silvia La Vita all’indomani dell’incontro pubblico sulla situazione nella zona di via Pier Cironi, via Santa Margherita e vicino ai giardini della Passerella, i cui residenti si lamentano della presenza di tossicodipendenti.

«ll M5S di Prato ha presentato una mozione circa l'istituzione di stanze salvavita e da iniezioni da individuarsi nel patrimonio immobiliare comunale inutilizzato - spiega Silvia La Vita - oltre che per l'avvio di progetti di recupero dei tossicodipendenti e di attività di sensibilizzazione nelle scuole contro l'uso delle droghe pesanti. Tutto ciò preso atto della grave situazione di disagio che va avanti ormai da mesi subìta dagli abitanti, commercianti e frequentatori di alcune zone del centro storico (Stazione Serraglio, piazza Mercatale, via Cironi, Canto alle Tre Gore, via Santa Margherita, Lungo Bisenzio etc.), sottoposti quotidianamente al ritrovamento a terra di siringhe, vomito ed escrementi, essendo il consumo di eroina in aumento sopratutto a Prato, capitale dello spaccio della Toscana, dove ogni settimana si registrano casi di overdose, anche fra giovanissimi».

«In diverse città europee - aggiunge La Vita - le "stanze del buco" sono ormai una realtà diffusa, in cui i tossicodipendenti possono andare a iniettarsi la droga sotto controllo sanitario, e grazie alle quali è stata ottenuta una sensibile diminuzione dei casi di overdose, oltre che l'eliminazione del degrado e del disagio subito dai cittadini. Infatti con iniziative rivolte a rendere partecipativi gli spazi frequentati da spacciatori e consumatori si sposta il problema da una zona a un'altra ma non si elimina, com'è accaduto con il rinato Giardino della Passerella, dove i tossicodipendenti hanno smesso sì di andare salvo poi spostarsi lungo il Bisenzio e in altre zone. Stessa cosa con gli interventi massicci delle forze dell'ordine solo in determinate zone che, fermo restando la necessaria lotta allo spaccio illegale, ripropone il problema di cui sopra, ovvero lo spostamento dello spaccio e del consumo in altre zone, oltre al fatto che i piccoli spacciatori sono difficilmente perseguibili. Speriamo che il nostro sindaco di "sinistra" e quindi di natura progressista recepisca questa proposta al passo con le città europee da lui tanto decantate».

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