M5S si astiene e solleva il caso del portavoce del sindaco
PRATO. Hanno sparato a zero contro nuova e vecchia giunta, giudicate “irresponsabili”. A fare la differenza in un consiglio comunale che ha licenziato un consuntivo 2013 di lacrime e sangue sono...
PRATO. Hanno sparato a zero contro nuova e vecchia giunta, giudicate “irresponsabili”. A fare la differenza in un consiglio comunale che ha licenziato un consuntivo 2013 di lacrime e sangue sono stati i tre consiglieri del Movimento 5 Stelle, astenendosi all’atto del voto mentre gli altri 27 hanno votato a favore. «Il nuovo sindaco vuole procedere con un finto atto di responsabilità quando non dice una parola sulla riorganizzazione della macchina comunale e sulla lotta agli sprechi - incalza la capogruppo Mariangela Verdolini - Anzi, con una recente delibera di giunta si è proceduto all’assunzione di un funzionario di comunicazione che magari si poteva evitare, come si conviene in qualsiasi famiglia in difficoltà finanziaria…». È la collega pentastellata Silvia La Vita a tornare alla carica sulla figura del portavoce, dopo che il capogruppo Pd Rocchi le aveva fatto notare il taglio d’indennità di 8.500 euro rispetto allo stipendio del portavoce della giunta Cenni. «Il sindaco è già portavoce dei cittadini. Perché assumere un portavoce del portavoce?». (m.l.)
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