Il presidio
L’allarme dell’Unione sui costi dei coloranti
Prezzi aumentati fino al 150% a causa della chiusura di alcuni impianti esteri Il presidente Cavicchi: «Produzione in mano alle multinazionali, ne soffrono tutti»
PRATO. Cresce la preoccupazione dell’Unione industriale pratese a proposito dei costi dei coloranti tessili, i cui livelli si sono alzati a causa della chiusura di alcuni impianti che producevano le sostanze intermedie per arrivare alla produzione dei coloranti.
«L’allarme sui costi dei coloranti tessili - si legge infatti una nota dell’Unione - non solo non si attenua ma si acuisce fino al punto di generare squilibri sempre più consistenti nei conti delle tintorie (tutte, dal fiocco fino al capo) e delle stamperie, pratesi e non».
Il problema non è di oggi. È nato, spiega l’associazione degli industriali, nello scorso autunno scorso e alla sua origine sembra esserci la chiusura in paesi extraeuropei, per motivi ambientali, di impianti chimici produttori non tanto dei coloranti stessi quanto di sostanze intermedie necessarie per la loro realizzazione. Gli effetti sono stati una forte riduzione della produzione dei coloranti, anche con conseguenti difficoltà di approvvigionamento, e l’impennata dei prezzi.
Impennata che non è esagerato definire abnorme: negli ultimi mesi, anche a causa dell’esaurimento delle scorte, si sono avuti ulteriori incrementi dei prezzi, lievitati ormai fino al 150% rispetto a prima dell’insorgere del problema.
Il dato è fornito da Smi-Sistema Moda Italia e da Euratex, che stanno monitorando il fenomeno con preoccupazione a livello rispettivamente italiano ed europeo.
«Sia Smi che Euratex hanno segnalato il problema coloranti tessili alle autorità nazionali ed europee - commenta il presidente dell’Unione industriale Andrea Cavicchi - che è quanto avevamo raccomandato come Unione quando per primi lo scorso autunno, e poi ripetutamente anche in seguito, abbiamo evidenziato la questione».
«Uno sblocco della situazione però non sembra essere ancora all’orizzonte - avverte lo stesso Cavicchi - Del resto parliamo di forniture in mano a poche multinazionali che producono in paesi extraeuropei. Tintorie e stamperie soffrono fortemente di questa situazione: i coloranti si reperiscono con difficoltà e quando si trovano costano moltissimo. Ma il problema non è e non può essere solo di tintorie e stamperie: indirettamente è tutta la filiera ad esserne investita, a soffrirne e a doversene fare carico. Come Unione insistiamo nella denuncia di questa grave situazione presso le autorità».
Se non verrà trovata una soluzione al problema, molte aziende pratesi del distretto tessile si troveranno in grandi difficoltà.
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