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L’ospedale spalanca le porte alle confessioni religiose

L’ospedale spalanca le porte alle confessioni religiose

PRATO. Si chiama “Ospedale plurale” il protocollo d’intesa firmato ieri dall’assessore provinciale Loredana Ferrara, dal direttore dello staff di direzione aziendale dell’Asl 4 e dai rappresentanti...

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PRATO. Si chiama “Ospedale plurale” il protocollo d’intesa firmato ieri dall’assessore provinciale Loredana Ferrara, dal direttore dello staff di direzione aziendale dell’Asl 4 e dai rappresentanti di alcune comunità e professioni presenti a Prato. Un percorso che vuole garantire a tutti i degenti del nosocomio di Galciana non solo la libertà di culto ma anche la possibilità di relazionarsi con un rappresentante della propria fede durante i momenti di ricovero. Quindi via libera all’accesso nelle corsie dei reparti di ministri di culto delle religioni più disparate. L’Asl si è impegnata nel mettere in piedi appositi corsi di formazione per gli operatori sanitari in modo che siano in grado di poter garantire l’adeguata assistenza, a secondo delle diverse usanze ed in particolari momenti della vita dei pazienti in ospedale. I firmatari, insieme a Provincia ed Asl 4, sono associazione Buddhista della comunità cinese in Italia, Chiesa Cristiana Victoria, associazione pakistana comunità in Prato onlus, comunità Bahà’i di Prato, comunità ebraica di Firenze, istituto buddista italiano Soka Gakkai, Prato evangelica, unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar). Partner del progetto (anche se non firmatario del protocollo) il Centro per i diritti del malato – Cittadinanza attiva. «Con questo protocollo diamo la possibilità a tutti i ricoverati del S. Stefano di vivere la propria religione nei momenti di sofferenza – spiega Loredana Ferrara – Mi sento onorata di aver apposto la mia firma perché il percorso andrà a migliorare il servizio offerto ed inoltre è un modo di integrazione sociale». Fabio Baldi del Centro per i diritti del malato spiega come abbia voluto subito sposare la nobile causa. Il documento prevede inoltre che, a partire dal prossimo 26 settembre, sia sempre aperta la stanza multiculto situata al primo piano dell’ospedale, di fronte alla Cappella. Verrà anche potenziata la segnaletica presente affinché lo spazio venga individuato facilmente. «Fino ad oggi – dice Claudio Sarti – chi voleva usufruirne doveva chiedere la chiave al personale dell’accoglienza. Dal 26 settembre, invece, sarà sempre aperta». Il dirigente dell’Asl sottolinea come il protocollo sia aperto, quindi strada facendo possono aderirvi pure altre confessioni religiose.

Azelio Biagioni

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