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Travolse un ciclista: condannato camionista
Un anno e 4 mesi all'autista. L’incidente avvenne il 17 maggio del 2012 davanti alla questura di Prato
PRATO. È stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo, con la sospensione condizionale della pena, il camionista che il 17 maggio del 2012 travolse e involontariamente uccise un ciclista alla rotonda della Questura. Francesco Panicagli, 38 anni, difeso da Costanza Malerba e Federico Febbo, è comparso mercoledì 18 giugno davanti al giudice dell’udienza preliminare per essere giudicato col rito abbreviato. L’accusa era sostenuta da dal pubblico ministero Antonio Sangermano.
«Non l'ho proprio visto, non so come sia finito sotto le ruote del mio camion» disse il camionista che lavora per la ditta Fratelli Gori dopo essersi accorto di aver travolto Francesco Desiderio Mati, 67 anni, residente in città.
La tragedia si consumò in un attimo e per il ciclista non ci fu niente da fare: Mati era ancora incastrato sotto la ruota anteriore sinistra del camion quando arrivarono i primi soccorritori della Croce d’Oro e fu necessario l’intervento della gru dei vigili per sollevare il camion e recuperare la salma.
La dinamica rilevata dalla polizia municipale era stata abbastanza chiara: la motrice del camion condotto da Francesco Panigagli, priva del rimorchio, impegnò la rotonda provenendo da via Berlinguer, con l’intenzione di immettersi sulla Declassata.
La bici di Francesco Mati fu trovata divisa in tre pezzi. Una ruota rimase sulla rotonda, il telaio accartocciato sul bordo della strada, mentre il ciclista fu travolto e trascinato dalle ruote del camion.
L’autista disse ai vigili urbani di non essersi accorto di nulla, di aver sentito un rumore e di aver pensato di aver perso un pezzo.
Secondo il giudice, ha compiuto una manovra imprudente, che è stata ricostruita in aula grazie alle immagini riprese dalla telecamera del vicino chiosco dei panini. Su quelle immagini si è sviluppata una dura battaglia tra il perito dell’accusa e quello della difesa. Alla fine è arrivata la condanna, con la pena accessoria della sospensione della patente per un anno e quattro mesi.
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