Il Tirreno

Prato

Operaio perse una gamba, il titolare patteggia la condanna

Terminato il processo nato in seguito a un gravissimo infortunio sul lavoro in una filatura. Al carrello elevatore che travolse il dipendente mancava il lampeggiante di sicurezza della retromarcia

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PRATO. Un operaio fu travolto dal carrello elevatore e finì per rimetterci una gamba. Per questo mercoledì 18 giugno il titolare della ditta, Mario Tronci, pratese di 71 anni, ha patteggiato una condanna a 10 mesi di reclusione, ottenendo la sospensione condizionale della pena, per lesioni colpose gravi.

All’origine del processo un gravissimo infortunio sul lavoro che accadde il 5 maggio 2008 all’interno della Leti-Fil di Calenzano, dove Giancarlo N., dipendente della Tessitura e Torcitura Giomafil di Gioia Novellini, fu schiacciato da un collega di lavoro. L’indagine sull’incidente accertò che tra le possibili cause dell’infortunio c’era la circostanza che il carrello elevatore era privo del sistema di sicurezza lampeggiante e acustico che dovrebbe avvertire quando il mezzo sta facendo retromarcia. E fu proprio durante una manovra di questo tipo che l’operaio finì sotto le ruote del muletto condotto da un collega di lavoro. Il mezzo gli schiacciò entrambe le gambe e successive complicazioni obbligarono i medici a procedere all’amputazione della gamba destra. Dopo sei anni il processo è finalmente terminato con il patteggiamento di una pena di 10 mesi a carico di Mario Tronci, difeso da Alberto Rocca e Michele Nigro. (p.n.)

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