Il Tirreno

Prato

Bando per 25 magazzinieri, la Fil contesta l’Estav

 Bando per 25 magazzinieri, la Fil contesta l’Estav

La risposta dell’ente sul caso sollevato da un lettore non è piaciuta al direttore del Centro per l’impiego di Prato: “A ciascuno le proprie responsabilità”,

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PRATO. A proposito del bando di selezione per 25 addetti al magazzino farmaceutico dell’Estav al Macrolotto, interviene il direttore della Fil-Centro per l’impiego, Michele Del Campo. Tutto era partito da un lettore del Tirreno, Luca Azzini, il quale contestava i requisiti troppo stringenti del bando. In una lunga replica, il direttore amministrativo di Estav, Tito Berti, scriveva tra l’altro che “la selezione è di competenza del Centro per l’impiego e che i requisiti necessari alla formazione della graduatoria servono a selezionare le competenze specifiche”. Un passaggio che assomiglia a uno scaricabarile e che viene contestato dalla Fil. “La risposta della Fil ci lascia perplessi”, scrive Del Campo.

“Può darsi che il sig. Berti si sia espresso in modo affrettato o improprio e perciò, è bene chiarire alcune cose - scrive il direttore della Fil - Il bando è ancora aperto e si raccoglieranno adesioni fino alla scadenza fissata per il 17 giugno. Fino a tale data, non si saprà chi avrà i requisiti per l'ammissibilità al bando. Da detti requisiti sono esclusi quelli professionali che saranno valutati successivamente dall'Estav. Nell'occasione, il ruolo del Centro per l'Impiego (come definito dalla legislazione vigente e in particolare dal Dlgs 181/2000 e dal regolamento regionale n. 7/r/2004) è quello di raccogliere le domande e di verificarne l'ammissibilità gestendo i processi di accesso al lavoro nella pubblica amministrazione (nel caso Estav), qualora questa faccia domanda di lavoratori”.

“Il Centro per l'impiego - prosegue Del Campo - entro 30 giorni dalla data di scadenza dell'avviso, procede alla formulazione della graduatoria provvisoria secondo i seguenti criteri: carico di famiglia; reddito dell'anno precedente riferito all'imponibile Irpef; eventuale iscrizione ai sensi del D.lgs. 181/2000; eventuale iscrizione alle liste dell'ex art. 16 L.56/87 (come si vede, non si entra nei requisiti professionali). Dopo la pubblicazione della graduatoria, cui ci si può opporre nei 10 giorni successivi, il Centro per l'Impiego consegna quella finale all'Estav che dopo aver nominato una propria commissione di selezione, convocherà i lavoratori, in numero pari al doppio dei posti da coprire, secondo l'ordine di graduatoria per sottoporli a prova selettiva e assumerne il numero indicato nel bando. Come si vede, nulla c'entra il Centro per l'Impiego per definire chi può e chi non può lavorare (avessimo questo potere… sapremmo come usarlo)”.

La Fil conclude che Luca Azzimi ha fatto bene “a rappresentare la sua situazione di disagio generale (e noi la conosciamo bene perché siamo entrati più volte in relazione con lui cercando di affrontare al meglio il bisogno), ma sta partecipando a un bando ancora aperto di cui può non condividerne le caratteristiche. A oggi, però, non può sapere se sarà escluso o meno”. E il direttore di Estav “avrebbe fatto bene a chiarire, per non ingenerare confusione nel pubblico, qual è il ruolo del Centro per l'Impiego e quello dell'ente che rappresenta, dicendo chiaramente che il Centro per l'Impiego, in questo caso, raccoglie le domande, ne verifica l'ammissibilità secondo quanto sopra riportato e poi consegna il tutto all'Estav che procederà alla selezione secondo i criteri espressi nel bando”.

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