Il Tirreno

Prato

Lo Stato vuole di 2 milioni e 750mila euro dalla Provincia

Lo Stato vuole di 2 milioni e 750mila euro dalla Provincia

Allarme a Prato per un contributo che potrebbe mettere in difficoltà il bilancio. La misura è inserita nel decreto 66 del 24 aprile 2014 e c’è attesa per l’approvazione del testo definitivo

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Bilancio provinciale a rischio a causa dell’obbligo di contributo che gli enti locali dovrebbero corrispondere allo Stato e che a Prato dovrebbe costare due milioni e 750mila euro. La misura è inserita nel decreto legge numero 66 del 24 aprile scorso e servirebbe per contribuire alla copertura dei famosi 80 euro in più in busta paga per parte della popolazione inseriti dal governo Renzi. Il totale di questa misura a carico degli enti locali è di 445 milioni di euro.

Un provvedimento che ha messo in allarme il presidente della Provincia Lamberto Gestri che ha incontrato i sindaci per prospettare la difficile situazione. “Il fatto è che non si tratta ancora di una legge con un testo definitivo – ha spiegato Gestri – Per questo, prima di tutto dovremo vedere se dovremo davvero versare allo Stato questa somma”.

Ma in attesa che il decreto venga convertito in legge (è stato pubblicato il 24 aprile sulla Gazzetta ufficiale e dovrà essere approvato in 60 giorni, il 23 aprile, giorno in cui le Province saranno abolite), la giunta di Gestri sta lavorando a soluzioni che attenuino gli effetti di questa vicenda sulle casse dell’ente: “Abbiamo alcuni punti da analizzare e stiamo lavorando per evitare che questo contributo allo Stato squilibri il bilancio o intacchi la capacità di spesa legata al patto di stabilità. È ancora presto per parlare”.

Gestri non commenta il fatto che, in caso di obbligo di pagamento allo Stato da parte della Provincia di Prato, i tagli al bilancio ricadranno sulla cultura. Mercoledì 4 giugno si riunirà il consiglio provinciale con il presidente che farà una dichiarazione all’assemblea in cui spiegherà la situazione con le varie prospettive che il territorio potrebbe dover affrontare. Prima del 23 giugno, quando il testo della legge dovrebbe essere più preciso, sarà convocato di nuovo il consiglio provinciale con la definizione della situazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»