Il Tirreno

Prato

In regalo col Tirreno 24 foto aeree

di Riccardo Tempestini
In regalo col Tirreno 24 foto aeree

Da giovedì 5 giugno, ogni giorno, una splendida immagine della città e dei comuni pratesi. Col primo numero il raccoglitore

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PRATO. Vedere la nostra città dall’alto, che spettacolo. Ne sa qualcosa chi è stato sulla Calvana o sul Montalbano a godersi il panorama. Grazie al Tirreno dal 5 giugno non ci sarà bisogno di salire su un aereo ma ci si potrà togliere questo piacere grazie alle 24 splendide immagini aeree scattate dal fotoreporter Fabio Muzzi. Per 24 giorni consecutivi acquistando il Tirreno in edicola (con la prima foto anche il pratico raccoglitore) si potranno collezionare queste splendide foto che illustrano le bellezze non solo di Prato ma anche dei comuni pratesi. A corredo anche una scheda storico-artistica (si ringrazia per il contributo documentario Claudio Cerretelli autore del volume “Prato e la sua Provincia”) che aiuta ad orientarsi meglio .

Si avrà quindi la possibilità di ammirare panoramiche da Canneto alle Cascine di Tavola, con scorci più piccoli o meno conosciuti di Prato, immortalati dalle foto aeree a colori. Si comincia con il centro storico, via via sempre più libero dalle auto, con i monumenti simbolo di Prato, il Castello dell’Imperatore e Palazzo Pretorio. Il primo finalmente orfano di parcheggi mentre il secondo è stato riportato a nuova vita dopo la recente riapertura del museo.

Grazie a queste foto si potrà scoprire il verde giardino nascosto da un alto muro, proprio di fronte alla porta del Castello, che solo gli ospiti stranieri di un b&b possono godere. Poi il Duomo, con il pulpito di Donatello, non più visto dalla piazza, con lo sguardo scomodo rivolto all’insù, ma dal’alto, per accorgersi, finalmente quanto è alto il campanile su cui non è permesso salire.

Il Duomo ci riporta alla Curia e da si passa alla villa del vescovo, come veniva chiamata la villa del Palco, dove tanti pratesi hanno frequentato i ritiri spirituali. Un tempo erano molto ambiti quelli organizzati per gli industriali con tanto di rinfreschi , mentre ora la villa ospita i rifugiati africani fuggiti dalle guerre e dalla miseria.

Di villa in villa, fino alla medicea di Artimino, la villa dei cento camini, anche qui tanti banchetti di nozze, con gli sposi immortali sullo scalone del Buontalenti. Per molti sarà una piacevole sorpresa, il borgo di Artimino visto dall’alto. Ma ora torniamo i città, non proprio nel centro storico, ma dove tutti , volenti o dolenti, siamo andati tutti, il vecchio ospedale, che poi dalle foto aeree non sembra così vecchio. E qui ecco altro verde sconosciuto ai più, gli orti di San Niccolò, il piazzale del Convitto Cicognini, il bastione di San Giusto, ancora in mano privata, ma anche via Cavour, l’avamposto di Chinatown.

Torniamo in provincia, nella Valbisenzio, passando dal viale Galilei, grazie ad una foto che molti apprezzeranno perché c’è ancora tanto verde intorno a Prato, specie sulla riva sinistra del Bisenzio, magari difficile da raggiungere perché attraversare il fiume a Santa Lucia è ancora un impresa.

Per i montemurlesi una gradito regalo: la Rocca come non è stata mai vista. Un modo per continuare a sentirla sempre più patrimonio artistico da salvaguardare insieme al recupero dell’antica Pieve di San Giovanni. E ancora in provincia con Poggio a Caiano, la bella villa medicea e il vicino polmone verde incontaminato delle Cascine di Tavola, ancora senza cemento grazie al Golf club Le Pavoniere, ma anche alla scuderia ippica, che dall’alto è difficile riconoscere come tanti altri scorci di Prato, scoperti grazie alle foto del Tirreno.

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