Il Tirreno

Prato

Volti di Montemurlo, un successo per Banti al Liceo Brunelleschi

di Pasquale Petrella
Volti di Montemurlo, un successo per Banti al Liceo Brunelleschi

E’ stato il primo di una serie di convegni organizzati dal Servizio civile della Regione Toscana e dalla Pro Loco di Montemurlo. Hanno partecipato gli alunni delle quarte e delle quinte del liceo con i loro insegnanti

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PRATO. E' cominciata con un grande successo nell'aula magna del Liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo la serie di convegni dal titolo "Volti di Montemurlo" una rassegna dedicata ai più illustri personaggi storici di Montemurlo ideata ed organizzata dal Servizio civile Regione Toscana, rappresentato dalle dottoresse Irene Mesolella e Linda Del Terra, e dalla Pro Loco di Montemurlo col suo presidente Germano Cerretani. Il convegno tenuto al Liceo artistico di Oste ha avuto come titolo "Il mecenate Cristiano Banti e la moda nella sua arte" e come relatrici la dottoressa Rossella Foggi e Cinzia Menichetti. Al convegno hanno preso parte le classi quarte e quinte dell'istituto con i loro insegnanti.

La dottoressa Rossella Foggi, laureata in storia dell'Arte all'Università degli studi di Firenze, si è occupata da sempre di storia e arte del territorio pratese e della sua provincia.

Dopo aver lavorato per diversi anni in una nota casa editrice d'arte di Firenze, si è in seguito dedicata alla diffusione e alla promozione della cultura del territorio attraverso l'Associazione Culturale FareArte di Prato, di cui è attualmente presidente. La dottoressa Foggi ha intrattenuto gli studenti con una relazione che è stato improntato come un viaggio attraverso la Montemurlo dell'Ottocento, vista attraverso gli occhi di uno dei protagonisti della sua storia, il pittore macchiaiolo, collezionista e intenditore d'arte Cristiano Banti.

La sua vita alla villa del Barone, circondato dai suoi affetti e, da ricco gentiluomo di campagna, anche mecenate e protettore di artisti suoi contemporanei.

Il suo rapporto di amicizia con il pittore ferrarese Giovanni Boldini, indagato attraverso le numerose lettere, il suo carattere, descritto con tratti di schietto realismo dall'altro amico artista Adriano Cecioni.

La dottoressa Foggi ha fatto emergere l'esistenza schiva e a volte solitaria in quelle sue dimore di campagna lasciategli in eredità dalla sua grande protettrice, la marchesa Maria Vettori, che quasi sicuramente fu la sua vera mamma. Fino alla conoscenza dei suoi gusti artistici attraverso la raccolta delle sue numerose opere d'arte che custodiva in casa sua, della quale una parte fu donata dagli eredi alla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti e un'altra ancora di proprietà degli eredi ed esposta alla mostra alla Pieve di San Giovanni decollato alla Rocca di Montemurlo.

A Cinzia Menichetti, che è una collezionista ed appassionata di arte e che ha curato varie mostre in Italia di arte figurativa antica e del Novecento ed esposizioni legate al mondo del costume e del tessile è toccato il compito di delineare le tappe salienti della storia del costume della seconda metà del XIX sec. e dei primi anni del XX sec., attraverso la lettura della produzione artistica di Cristiano Banti e dei movimenti figurativi del suo tempo con riferimenti specifici alle opere pittoriche presenti nella mostra "L'eleganza nell'arte". Menichetti ha corredato l'itinerario con documenti fotografici del periodo, privilegiando quelli legati al territorio locale.

Un viaggio nel mondo della moda percorso dall'uomo, dalla donna, dagli accessori nelle loro corrispondenze sociali, dove l'uomo Banti indossa gli abiti di quella borghesia ormai affermata che come status simbol veste alla moda: giacca corta e comoda, gilet, camicia bianca, cravatta, pantalone lungo, largo e chiaro. Senza dimenticare la tuba, il bastone e il sigaro. Dove la donna percorre il secolo indossando pesanti tessuti riccamente guarniti ebusti. Gonne sostenute da crinoline di esasperate misure che lasciano il posto ad un nuovo modo di interpretare la vita. Dove la donna cerca di intraprendere la strada dei diritti civili liberandosi delle vecchie fogge sartoriali per sfociare ,con ombrellini, cappellini nella Belle Epoque. Tutto questo grazie alle testimonianze lasciate dalle opere di Cristiano Banti e dei suoi pittori amici ed ospiti nelle sue tenute.

Prossimo appuntamento, venerdì 11 aprile alle ore 21 nella Sala conferenze al Centro giovani in piazza don Milani a Montemurlo per parlare di “Umberto Brunelleschi e la femminilità nell’arte” con i relatori Francesco Alarico e Gianni Bellini.

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