Il Tirreno

Prato

«Ho affittato ai cinesi ma non mi sento una delinquente»

di Paolo Nencioni
«Ho affittato ai cinesi ma non mi sento una delinquente»

Lo sfogo di un’ex imprenditrice che ha ricevuto un controllo «Una multa di 26mila euro e sfumati 3mila euro al mese»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «"Ora sembra che siamo tutti delinquenti, invece siamo stati costretti ad affittare ai cinesi perché non c'erano alternative e il Comune vuole scaricare su di noi l'onere dei controlli che dovrebbe fare la polizia municipale». E' lo sfogo di una ex imprenditrice che non vuole metterci la faccia perché le è stata recapitata una multa di 26.000 euro che dovrebbe pagare in solido con il titolare di una confezione cinese, ma che teme di dover pagare per intero, perché il cinese non si trova e lei invece sì. Una delle tante che in questi giorni guardano con preoccupazione agli sviluppi dell'inchiesta sull'incendio della confezione Teresa Moda (cinque arresti, tra cui due immobiliaristi italiani) e all'inasprimento dei controlli sui capannoni, in una città mai come ora divisa tra chi chiede a gran voce l'ennesimo giro di vite contro i cinesi e chi, come lei, coi cinesi ci campa e vorrebbe continuare a farlo.

La donna era titolare fino a qualche anno fa di un rammendificio a Iolo che dava lavoro a 15 persone, poi è stata vittima della crisi ed è stata costretta a chiudere. Che fare del capannone? La scelta è stata logica: si affitta ai cinesi. Lo hanno fatto in tanti, quasi tutti. Fino a quando non arriva il controllo e si scopre quello che tutti sapevano, anche se non lo vogliono dire, e cioè che il confezionista cinese ha realizzato dormitori abusivi nel capannone, magari insieme al proprietario ha chiuso un occhio sul sistema elettrico e sulle uscite di sicurezza. Allora sono guai.

Alla ex imprenditrice è successo a giugno. Fabbrica sequestrata e multa di 26.000 euro, che dovrebbe pagare il cinese, in solido col proprietario del capannone. «Ma lui non lo trovano e io invece sono qui - si sfoga la donna - Ma non è vero che i cinesi non si trovano, basta cercarli. Io questo capannone non l'ho affittato a prezzi alti come quelli che leggo in questi giorni. Prendevamo 60 euro al metro quadro all'anno ed è l'unica nostra fonte di reddito». Il capannone è stato chiuso per 9 mesi: alla multa di 26.000 euro si somma dunque il mancato guadagno di 9 mesi di affitto a 3.000 euro al mese. «Ho speso 7.000 euro per rimettere tutto a norma e mi toccherà chiedere un finanziamento in banca solo per pagare la multa».

Alla ex imprenditrice non sono piaciute le parole dell'assessore Milone che si è congratulato per la linea dura scelta dalla Procura contro gli immobiliaristi che fanno finta di non vedere le irregolarità nei capannoni. «L'assessore scarica sulle nostre spalle quello che dovrebbe fare la polizia municipale (i controlli, ndr). Sarà anche giusto, ma perché io dovrei pagare un poliziotto privato per vigilare se fanno gli abusi? Troppo facile obbligarci a controllare. Quello che stanno facendo ora lo dovevano fare 20 anni fa». L'ex imprenditrice forse dimentica di aggiungere che se fosse andata così (ammesso che si potesse fare) molti di quelli nelle sue condizioni non avrebbero trovato nemmeno i cinesi per affittare i capannoni lasciati vuoti dalla crisi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web