Il Tirreno

Prato

Comune-Consiag: sempre più aspro lo scontro per la quotazione in Borsa

di Carlandrea Poli
Comune-Consiag: sempre più aspro lo scontro per la quotazione in Borsa

Il sindaco Cenni: «L’azienda non pensa all’interesse collettivo, ma continua ad agire nell’ottica dei piccoli salotti»

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PRATO. Disfida Comune-Consiag: sulla quotazione in Borsa si apre il nuovo terreno di scontro fra il sindaco Roberto Cenni e il management di via Panziera. E in palazzo Comunale si torna a fare i conti con la suggestione dell'uscita dalla società. «L'iter non rispetta le prerogative dei consigli comunali, che sono chiamati in causa solo successivamente al voto dell'assemblea dei soci e solo per ratificare la decisione», è l'allarme lanciato venerdì in commissione controllo e garanzia dal primo cittadino. Che coltiva un sospetto: «Vedremo se la Consob darà il via libera. Rendiamoci conto che manca per i Comuni soci la possibilità stessa di valutare la congruità del prezzo di collocazione delle azioni».

L'ultimo strappo si è consumato lo scorso febbraio, quando l'assemblea dei soci Consiag ha dato disco verde all'ipotesi di quotazione di Estra. Sul mercato, in realtà, non finirà una fetta delle partecipazioni azionarie in corpo ai soci, bensì ci sarà un aumento di capitale. Nel comunicato ufficiale si indicava che il voto fosse avvenuto all'unanimità dei presenti. Una chiosa fondamentale, perché il Comune di Prato ha deciso di uscire dalla sala e di non prendere parte al voto nell'impossibilità impegnarsi prima di una deliberazione ufficiale del consiglio comunale. Del resto, nessuna assemblea cittadina dei Comuni di area Estra è stata finora interpellata. «Questo significa – ha aggiunto Cenni – non pensare all'interesse collettivo. Continuano ad agire nell'ottica dei piccoli salotti». «Abbiamo chiesto il verbale della riunione di febbraio, ma ancora non ci è stato fornito», ha aggiunto l'assessore al bilancio, Adriano Ballerini. L'ennesimo surriscaldamento della tensione nei rapporti fra la giunta di centrodestra e la società partecipata giudicata come feudo del Pd si è tradotta nella puntata numero mille delle stilettate del sindaco alla governance di Consiag. In relazione, specialmente al braccio di ferro sulla celebrazione della gara del gas: «Sarei curioso di sapere, nel frattempo, quanti soldi siano stati spesi nelle consulenze legali al Tar e al Consiglio di Stato per provare a bloccarci. Voglio vedere, poi, se faranno il mazzo ai responsabili della multa inflitta dall'Antitrust».

Dopo 5 anni i rapporti sono talmente logorati da far pensare ad un'exit strategy per il Comune. Tanto più che spostandosi l'asse del potere da Consiag alla holding Estra – è un concetto sul quale insiste il sindaco – all'amministrazione non resta che una partecipazione di secondo livello (il 37% di Consiag, che a sua volta detiene il 44% di Estra, con ulteriore annacquamento per effetto del nuovo capitale iniettato dalla Borsa). La vendita di per sé è impedita dallo statuto, in quanto l'alienazione deve avvenire a beneficio di un altro Comune. Una maggiore discussione, invece, si accende sull'ipotesi di recesso: «Può avvenire solo nelle condizioni previste dal codice civile. Purtroppo non rientriamo in nessuno di questi casi» ha confidato, amaro, Ballerini. A non darsi per vinto è il capogruppo degli Indipendenti per Prato, Francesco Innaco che chiede di imboccare proprio la direzione del divorzio per via giudiziaria.

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