Va in overdose e precipita nel Bisenzio, salvato da due extracomunitari
Ha rischiato di morire per overdose o per annegamento un uomo caduto nel fiume sotto l’effetto della droga. A salvarlo sono stati un portatore di handicap che ha dato l’allarme e due marocchini di passaggio che lo hanno soccorso e tirato fuori dall’acqua
PRATO. Un uomo in overdose precipita lungo la scarpata e finisce nel fiume, il compagno, a sua volta sotto l’effetto della droga è incapace di aiutarlo. Ma vede tutto un disabile su una carrozzina che dà l’allarme e chiama due marocchini poco distanti che si lanciano nel fiume e tirano fuori il malcapitato che rischiava di morire o per l’overdose o per annegamento. Una iniezione di narcan e una buona dose di ossigeno da parte dell'infermiera Cristina Riganti e dei volontari arrivati sul posto con un’autoambulanza della Pubblica Assistenza lo hanno fatto riprendere e così l’allarme è rientrato.
E’ successo all’ora di pranzo in viale Galilei, all’altezza di piazza del Mercato nuovo. Enzo Pentassuglia stava percorrendo la pista ciclabile sulla sua carrozzina elettrica. “Ho visto quei due uomini che camminavano barcollando sul ciglio del fiume - racconta Enzo - All’improvviso uno dei due ha cominciato a camminare all’indietro senza riuscire a riprendersi ed è caduto giù nel letto del fiume. Io non potevo aiutarlo ma nemmeno il suo amico era in condizione di farlo anche se l’ho visto che chiamava i soccorsi col telefonino”.

Pentassuglia ha capito che l’uomo rischiava di morire. “Ho visto in lontananza quei due uomini e li ho chiamati in aiuto. Sono stati bravissimi - racconta Enzo - Si sono lanciati giù nel fiume e lo hanno tirato fuori fino a stenderlo sull’erba, al sicuro”. E quei due uomini sono Abid Said e Chabab El Mustafa, due trentasettenni di origine marocchina che non si sono preoccupati di lanciarsi nel fango e nell’acqua pur di salvare quello sconosciuto. “Sì, abbiamo sentito che serviva aiuto e siamo subito intervenuti - raccontano Said e El Mustafa con un italiano stentato - Era finito per metà nell’acqua e nel fango e sembrava morto. Lo abbiamo tirato fuori e poi è arrivata l’ambulanza”.
Sul posto oltre alla Pubblica Assistenza è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri e una squadra dei vigili del fuoco. L’intervento di questi ultimi è iniziato quando è partito l’allarme per cui si supponeva di dover recueprare un uomo dal fiume. Cosa che poi hanno fatto Said ed El Mustafa. “Quando siamo arrivati noi l’uomo era già in salvo - dice il caposquadra - Abbiamo recuperato solo il suo giubbotto rimasto nel fiume”.
I carabinieri hanno identificato tutte le persone coinvolte in qeusto salvataggio mentre il tossicodipendente, dopo essersi ripreso grazie ad una iniezione di narcan e ad una buona dose di ossigeno ha rifiutato il ricovero e, insieme ai suoi due salvatori, si è avvicinato ad un fontanello lungo la pista ciclabile e tutti e tre si sono ripuliti del fango che avevano sui vestititi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
