Prato, arresti dopo la strage, Milone: “Sacrosanta la mano pesante contro i proprietari”
Secondo l’assessore va cambiata le legge che non obbliga chi affitta al controllo degli abusi edilizi: “Basterebbe, però, inserire una clausola in sede di stipula del contratto”. Nel 2013 compiuti 345 blitz, evasione di Tia al 60%
PRATO. L'assessore "sceriffo" non ha dubbi: "La mano pesate usata dalla procura della Repubblica contro i proprietari del capannone all'interno del quale sono morti, il primo dicembre scorso, sette operai cinesi, è quello che ci vuole". Aldo Milone che da cinque anni continua la sua battaglia contro l'illegalità cinese a suon di blitz nelle confezioni, con sanzioni sempre più salate e ordinanze di inagibilità si augura "che questo segnale chiarissimo - spiega - venga colto in tutta la sua portata dagli altri proprietari di edifici industriali affittati ai cinesi affinchè si mobilitino per effettuare dei controlli".
Perché ormai la strada è tracciata: nel momento in cui dovesse accadere qualcosa, all'interno di edifici industriali trasformati con abusi edilizi, chi li possiede non dovrà più solo affrontare beghe amministrative per quanto fastidiose o costose, ma un procedimento penale e nei casi più gravi le manette.
"Si tratta del punto di non ritorno" continua Milone, secondo il quale "questa scossa deve indurre i proprietari degli immobili ad attivarsi per trovare una strada che consenta loro delle verifiche". Una via non facile visto che la legge non prevede l'obbligo di controllo dell'immobile da parte del conduttore una volta locato. "La legge deve cambiare e in fretta - afferma Milone - ma credo che con una certa dose di buona volontà una strada si possa trovare comunque: ed è quella che nella fase di stesura del contratto si imponga una clausola con la quale si lascia la possibilità di verifica al proprietario". Che spesso, va detto, una volta affittato il capannone a società cinesi ha difficoltà serie anche solo ad accedere.
Non solo, nemmeno le sanzioni tre volte più pesati, dallo scorso settembre, sono servite da deterrente: di verifiche decise autonomamente ce ne sono pochissime. "Sa quanto paga il proprietario di un capannone industriale per 150 metri quadrati di abusi riscontrati? - prosegue Milone - 24 mila euro. Vista la situazione di illegalità diffusa e di conseguente pericolo, bisognerebbe che chi omette di controllare i propri locatari smettesse di lamentarsi quando alla fine scatta il sequestro dell'immobile ". Qualcuno - pochi per il momento - l'antifona l'ha capita e paga i vigilantes per andare a verificare, una volta alla settimana, lo stanzone affittato .
Milone mette in guardia: "L'arresto dei due proprietari dell'immobile può servire a sbloccare qualcosa sul fronte degli abusi edilizi, ma certo non risolverà l'illegalità diffusa sul fronte del lavoro nero e dell'enorme evasione fiscale". L'assessore alla Sicurezza ha ricevuto da poco i primi risultati delle verifiche fatte nel 2013 nelle confezioni del dragone: in un anno sono state controllate 345 dite (praticamente una al giorno) con una evasione riscontrata tra il 60 e io 65% di Tia-Tares: "Le 345 aziende - conclude Milone - avrebbero dovuto pagare di tassa sui rifiuti un milione 160mila euro. Ad Asm sono entrati solo 460mila euro, 700mila sono stati evasi".
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