Italia
Contraffazione troppo grossolana, assolti i commercianti di occhiali
Prato, due imprenditori cinesi sono stati processati dopo un sequestro di merce da Euroingro, ma il giudice ha ritenuto che gli acquirenti di occhiali e bigiotteria fossero consapevoli che si trattava di falsi
PRATO. Troppo grossolani quegli occhiali e quella bigiotteria sequestrati a un paio di commercianti cinesi con l’accusa di avere il marchio contraffatto. Per questo il giudice monocratico Micaela Lunghi ha assolto gli imputati. Si è concluso così il processo nei confronti di due orientali, difesi da Cristina Meoni, che erano accusati di aver messo in commercio articoli di bigiotteria e occhiali a marchio Armani, Chanel, Dior.
La merce era stata sequestrata nel 2008 dalla guardia di finanza in uno dei punti vendita del centro commerciale Euroingro di via Paronese, dove si riforniscono molti grossisti, italiani e non. Le Fiamme gialle portarono via una grande quantità di bigiotteria e occhiali e ne nacque un procedimento per contraffazione e ricettazione. Un’accusa che, oltretutto, in caso di condanna rischiava di provocare la revoca del permesso di soggiorno ai due commercianti cinesi.
Ma il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Meoni. In attesa delle motivazioni della sentenza, si può ipotizzare che sia stata decisiva la grossolanità della contraffazione. In sostanza si suppone che gli acquirenti fossero pienamente consapevoli che si trattava di falsi.
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