Italia
Il forno crematorio? Dopo le elezioni
PRATO. Se il forno crematorio era un tema da campagna elettorale, da ieri pomeriggio lo sarà ancora di più. La commissione urbanistica ha approvato in via definitiva la variante al regolamento...
PRATO. Se il forno crematorio era un tema da campagna elettorale, da ieri pomeriggio lo sarà ancora di più. La commissione urbanistica ha approvato in via definitiva la variante al regolamento urbanistico per l'ampliamento del cimitero di Chiesanuova. Vale a dire, ha dato il proprio disco verde – in attesa dell'ultimo bollino del consiglio comunale – ai vincoli necessari per allargare il camposanto, prevedere un nuovo parcheggio e una migliore piantumazione. Ma, soprattutto, è stato stabilito in questa sede che dell'approvazione del tempio crematorio – sul quale l'amministrazione si è impegnata con un concorso di progetto – se ne riparlerà dopo le elezioni di maggio. In effetti, l'argomento era diventato spinoso con la protesta dei cittadini incanalata in un comitato, in una petizione con 500 firme e nelle osservazioni alla variante, che chiedevano esplicitamente lo stop del progetto. L'accordo, raggiunto all'unanimità dalla commissione, implica che il progetto esecutivo venga esaminato dal consiglio comunale e non solo dalla giunta. Era una richiesta del capogruppo del Partito democratico, Massimo Carlesi, il quale tuttavia si muove su posizioni molto distanti dal no a priori: «Anzi, io sono favorevole al fatto che la città ne abbia uno, sono anche iscritto all'associazione per la cremazione. Dopotutto, non è vero che le inumazioni in un cimitero diano meno problemi. Basti pensare all'innalzamento del livello della falda, che è una questione gravosa». Gli interrogativi del Pd, pertanto, non vertono sull'opportunità di fare il forno quanto su dove collocarlo e sul ricorso alle tecnologie di ultima generazione. Dirimente sarà, a tal proposito, la valutazione d'impatto ambientale. Decisamente meno conciliante con le tesi dei comitati è l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Caverni: «Il forno crematorio è una necessità indubbia, le richieste stanno crescendo, mentre Livorno e Pistoia per limiti strutturali non possono più accogliere le nostre salme». Ad avviso dell'assessore la mobilitazione in corso è figlia della sindrome di Nimby (not in my backyard, non nel mio cortile). Il timore dei residenti, per l'appunto, è che le emissioni dell'impianto ricadano proprio nel cortile delle loro abitazioni: «C'è sempre qualcosa di costruito vicino a te, è una regola generale – taglia corto Caverni – È facile così creare allarmismo fra le persone, ma i forni crematori ci sono dappertutto». Pur essendo un'opera pubblica, la costruzione avrebbe un effetto molto contenuto sulle casse pubbliche: è in gestazione un project financing con circa 500mila euro di gettito annuo dalle cremazioni a beneficio dell'azienda concessionaria del servizio. Già recepite, invece, le richieste dei cittadini sul parcheggio: verrà spostato sul lato della tangenziale col prolungamento di via Liliana Rossi, mentre gli alberi saranno piantati sulla via Montalese.
Carlandrea Poli
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