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Prato

I finanziamenti europei come scappatoia per evitare più tasse

di Cristina Orsini
I finanziamenti europei come scappatoia per evitare più tasse

Marco Romagnoli, ex sindaco di Prato, lavora nel campo da 25 anni: “Per intercettarli competenze, idee chiare e lungimiranza”. Sulla politica: “Biffoni la scelta migliore ma il Pd ha nel dna il gene dell’inaffidabilità”

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PRATO. Campagna elettorale, i candidati sindaci promettono ma di soldi, nelle casse comunali, di Prato e non solo, non ce ne sono oggi e non ce ne saranno domani. "Infatti ancora per anni ci saranno tagli alla finanza pubblica. L'unica strada per i sindaci sarà quella di usare le linee di finanziamento europee per evitare di fare promesse senza poterle mantenere o, in alternativa, aumentare le tasse".

Marco Romagnoli, ex sindaco di Prato, è probabilmente tra i maggiori esperti in Toscana di fondi strutturali e sul come fare a intercettarli. Perchè sono almeno 25 anni che se ne occupa.

"Ho cominciato 1989 in Regione - racconta - quando ci furono da fare le candidature per aree in declino industriale e io costruii la documentazione statistica e le relazioni economiche per Massa Carrara, Livorno e Prato". Poi divenne dirigente regionale del servizio programmi europei, per tre volte ha partecipato al gruppo nazionale per la riforma dei fondi strutturali, stessa materia della quale si è occupato da direttore generale della Regione. Oggi è consulente di Anci e continua a occuparsi di fondi strutturali ed economia.

E’ un po’ come per l'Araba fenice, dei fondi europei tutti ne parlano ma pochi li pigliano.

"Per intercettare i finanziamenti europei bisogna essere capaci di fare due cose: la prima è quella di avere una visione strategica della possibilità di sviluppo del proprio territorio e articolarle per singoli progetti su un tempo non breve".

Cosa significa?

"Che la prossima programmazione durerà sette anni a partire dal 2014 e quindi è necessario avere una visione di sviluppo almeno decennale. E' escluso il vivere alla giornata, c'è bisogno di previsione e programmazione".

La seconda cosa da fare?

"Dotarsi di conoscenze e competenze che permettono di strutturare i progetti in modo da poter partecipare ai bandi regionali che verranno promulgati, conoscerne bene priorità, filosofia, modalità e tecnica".

E' una capacità che hanno i dirigenti comunali?

"Alcuni hanno esperienza in questo settore però è strettamente legata alla loro funzione. Ma la cosa necessaria davvero è avere una visione complessiva, per cui ci vuole anche una regia più alta che assembli i pezzi".

Sul piatto che fondi strutturali ci sono?

"Sono due i programmi regionali (i fondi europei transitano sempre attraverso bandi regionali ndr) e riguardano la possibilità di investimenti e interventi in campo sociale. Sono molto articolati entrambi: il programma sugli investimenti prevede una linea specifica sulle città e un'altra serie di finanziamenti che invece investono i campi dell'innovazione, risparmio energetico, fonti alternative, difesa del territorio e mobilità sostenibile. Il programma che riguarda il sociale andrà a finanziare, invece, interventi per l'occupazione, in particolare giovanile, interventi innovativi in campo sociale, ad esempio per l' immigrazione cinese e stranieri, lotta alla povertà. Si tratta di circa 2 miliardi di euro solo per la Toscana, gli stessi messi in campo per la programmazione precedente".

La Toscana quanti soldi è riuscita ad agguantare?

"Il pacchetto intero: due miliardi. Quando ero in Regione la mia filosofia era prima tutto di spendere e l'imperativo successivo era di spendere bene. Per questo ho inaugurato, a suo tempo, un meccanismo che si chiama "parco progetti" per cui se c'è un bando che chiede 10 si presentano progetti per 20, per cui se uno di questi non si realizza, per mille motivi possibili, si può immediatamente sostituirlo con un altro evitando di perdere i fondi"

Sviluppo, economia, immigrazione, sostegno sociale, i titoli delle linee di finanziamento europee sembrano fatti apposta per Prato. Come si fa a ottenerli?

"Bisogna muoversi velocemente perché la concorrenza sarà grande, poi, come ho già detto, avere le idee chiare sulle cose da fare e lungimiranza . Ovviamente le città che hanno già avuto finanziati i Pius, progetti per lo sviluppo urbano sostenibile, saranno avvantaggiate".

E dunque, visto che Prato ha rispedito al mittente il finanziamento che per altro aveva ottenuto, non lo sarà.

"Prato dovrà ricominciare daccapo avendo rimandato indietro una cifra pari a 50 milioni di euro per progetti finanziati ma mai realizzati (polo espositivo, tramvia, palazzo pretorio ndr)"

Se potesse dare un suggerimento al futuro sindaco di Prato quale bando europeo gli consiglierebbe di non perdere?

"Le priorità della città vanno dal riutilizzo del vecchio ospedale, al macrolotto zero, l'occupazione e l'integrazione. E ovviamente il rilancio dell'economia. Per ciascuno di questi c'è la possibilità di accedere a finanziamenti che ovviamente non sono tali da permettere di risolvere totalmente i problemi ma certamente sono fondamentali per avviarne la soluzione".

Matteo Biffoni può farcela a vincere le amministrative del 25 maggio?

"Biffoni è l'unico, nel centrosinistra, che può vincere le prossime amministrative. Nel senso che in questo contesto politico è il candidato migliore che il Pd potesse mettere in campo. Ovviamente non dipende solo da lui".

E da chi?

"Deve riuscire ad avere un sostegno forte e leale nel suo partito e nella coalizione. Non solo, deve ricostruire un rapporto con la città".

Quale delle tre cose le sembra la più difficile da realizzare?

"La coesione e l'impegno del Pd".

Addirittura?

"Il Pd è un insieme di correnti e nel suo dna l'inaffidabilità è il gene dominante"

A cosa si riferisce?

"Senza andare troppo lontano basta pensare a quello che è successo nell'ultimo anno. Sono stati messi da parte uno dopo l'altro Marini, Prodi, Bersani e Letta senza che ci sia stata un minimo di discussione sulla necessità e sull'opportunità di queste scelte".

Roberto Cenni, sindaco in carica à un competitor difficile?

"Secondo me sì, soprattutto se si presenterà con una lista civica".

Biffoni cosa dovrebbe fare per vincere?

"Deve presentarsi con un programma chiaro e credibile dimostrando che è in grado di realizzarlo e che risponde alle necessità e alle aspettative della città".

E' stata fatta opposizione, secondo lei, in questi cinque anni?

"Non abbastanza, secondo me, e non in modo incisivo perché un partito che ha governato una città per tanti anni dovrebbe essere in grado non solo di opporsi a scelte che non ritiene adeguate ma anche contrapporre proposte proprie".

Nel 2009 non si partiva da zero

"Infatti, non si partiva da zero, anzi. Avevamo un piano strategico condiviso con le parti economiche e sociali della città, avevamo progetti avviati e finanziati che sono state le uniche cose importanti inaugurate dalla giunta attuale"

La Campolmi, per esempio.

"La Campolimi, ma anche Palazzo Pretorio, il sottopasso di via Nenni, il raddoppio del Pecci , la pedonalizzazione di Piazza delle Carceri, il recupero del Bastione delle Forche, l'idea di recuperare parte del vecchio ospedale con una facoltà di medicina dell'Università di Firenze, la variante per mettere mano al Macrolotto zero attraverso la perequazione, la legalità come presupposto per l'integrazione con due accordi per Prato sicura fatti con un governo di centrosinistra e poi di centrodestra, che hanno avviato la collaborazione interforze che ha dato maggiore incisività alla lotta illegalità. E queste citate, sono solo le cose più rilevanti e concrete".

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