Il presidio
Nuovo appello della Provincia di Prato: servono risorse per mettere in sicurezza fiumi e torrenti
Il presidente Lamberto Gestri rilancia l’invito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al governo di superare i vincoli del patto di stabilità
PRATO. Sulla preoccupante situazione dei dissesti su fiumi e torrenti ulteriormente aggravata dagli eventi degli ultimi due mesi, il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha lanciato l'allarme da tempo. Pochi giorni fa ha scritto anche al presidente della Repubblica Napolitano per esprimere lo sconforto di un amministratore “con le mani legate” di fronte ai gravi problemi di sicurezza del territorio e dei cittadini.
Stamani, 25 febbraio, ha fatto il punto della situazione assieme all'assessore alla Difesa del suolo Stefano Arrighini per rilanciare l'allarme sugli ostacoli insensati del patto di stabilità e per annunciare una serie di interventi, tutti in somma urgenza, che stanno per partire proprio per evitare che il problema si aggravi ancora.
«Spero che Napolitano e il Governo rispondano all'appello che viene da tutte le amministrazioni locali perché è necessario sbloccare progetti e risorse – ha detto Gestri – A chi ci accusa di ritardi e si erge e paladino della sicurezza dei cittadini rispondo con i cantieri aperti, gli appalti pronti a partire (se potessimo spendere), i progetti pronti sui tanti, tantissimi fronti che purtroppo sono adesso aperti. E ricordo a questi signori che in Consiglio provinciale hanno sempre votato contro alla nostra richiesta di escludere dal patto di stabilità almeno gli interventi per la sicurezza del territorio».
«Risolvere i problemi con i cantieri di somma urgenza non è pensabile, si interviene sempre tardi e in sostanza ai cittadini arriva il messaggio che non si fa prevenzione né manutenzione, ma ci si muove solo a disastro avvenuto – aggiunge Arrighini – La soluzione ai problemi del nostro territorio sta nella tanta e tempestiva manutenzione degli argini, in alcuni lavori urgenti nei tratti più fragili e nel completamento delle opere strategiche».
Quello della provincia di Prato è un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico con una rete di corsi d'acqua tutti arginati che si gonfiano con grande rapidità e violenza. E gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti. Nel 2013 emergenze regionale e nazionale del 18 marzo e del 21 ottobre, nel 2014, tre emergenze regionali in gennaio, il 5, il 18 e il 30 e l'ultima, nazionale, del 10 febbraio.
Dopo la piena del marzo 2013 per i necessari ripristini servivano oltre 6 milioni di euro. Il 2014 è iniziato con una serie di precipitazioni e definite dagli esperti di particolare eccezionalità. In poche settimane il cielo ha scaricato 883 mm a Cireglio, 834 mm a Vernio, 390 mm a Prato, circa il triplo della media degli ultimi 30 anni. E il conto dei danni è salito di altri 4 milioni di euro. Su Bisenzio, Ombrone, Iolo, Bardena si aggiungono teloni per tamponare gli argini, ma la vera priorità è il completamento delle casse di espansione previste sull'asta dell'Ombrone, dove attendono anche lavori appaltati su 26 tratti arginali dissestati, oltre agli interventi sugli affluenti Bagnolo, Calice e Iolo nei comuni di Prato, Poggio a Caiano e Carmignano. Tutto bloccato in attesa di verifiche sul patto di stabilità, anche quando, è il caso di Calice e Calicino (2 milioni di euro) e del Bisenzio (1 milione) il finanziamento regionale è certo. E poi c'è il problema delle frane. In Val di Bisenzio gli stessi eventi climatici hanno provocato in poche settimane 56 frane, di cui 13 a Cantagallo e 37 a Vernio. «Quello che si vede sul territorio è impressionante – spiega Gestri, reduce da un recente sopralluogo – Versanti che cedono, strade con smottamenti ad ogni chilometro, centinaia di alberi divelti, senza contare i grandi movimenti franosi come Migliana e adesso Fossato. Il lavoro da fare è molto e sono preoccupato».
Lavori in somma urgenza. L'unica possibilità sono i lavori di somma urgenza. E quindi cominciamo da quelli. E' stato attivato un intervento di somma urgenza sull'Ombrone, nel tratto di Case Coveri, fortemente colpito dall'ultima piena, quella del 10 febbraio. Si tratta di anticipare i lavori di ripristino sull'intero tratto, comprese le frane dell'argine dopo la frazione. Sono lavori che interferiscono con la viabilità perchè a ridosso della strada, quindi qualche disagio con il cantiere ci sarà. Altra somma urgenza sta per partire sullo Iolo dove si sono verificati una serie di franamenti. Un terzo intervento, sempre in somma urgenza, dovrebbe partire anche sul Collecchio, dove lavori già fatti hanno subito nuovi dissesti. Per questo pacchetto alla Regione Toscana è già stato segnalato un 'conto' di 700-800 mila euro. Sull'Ombrone è già partito da una settimana il cantiere della Provincia per il ripristino della frana nella zona di Candeli che vale 100 mila euro. Qui sono già stati individuati 4 punti di criticità, oltre a quello su cui si sta intervendo a ridosso del rio Calcinaia (siamo nel comune di Poggio a Caiano verso Comeana) con smottamento anche nell'argine superiore.
L'Ombrone. Basta camminare sugli argini dell'Ombrone per rendersi conto di quanti danni le numerose piene di quest'inverno hanno causato, danni che sono andati ad aggiungersi a quelli già verificatisi nel marzo-aprile 2013, e che hanno compromesso gli interventi già completati in precedenza. “Siamo stati accusati di ritardi quando, in realtà, i tempi sono stati record. Danni ad aprile 2013, affidamento lavori dicembre 2013, sfido qualsiasi amministrazione ad agire più velocemente - protesta Gestri - Non apprezzare la capacità di rispondere alle esigenze del territorio con questa tempistica significa non sapere come funziona la macchina amministrativa. Abbiamo lavorato per avere certezza della ditta aggiudicataria e della possibilità di avviare l'appalto al momento in cui possono essere fatti i lavori in alveo (da aprile maggio in poi)”. La Provincia ha attivato la progettazione di interventi addirittura senza avere certezza sulle risorse, ma sulla base di una "promessa" di un finanziamento da fondi regionali (POR). La delibera è stata approvata il 20 giugno e l'incarico per la progettazione definitiva è del 25 luglio. Il 29 agosto si svolgeva la conferenza dei servizi e il 10 ottobre si indiceva la gara, aggiudicata il 17 dicembre (la concessione formale del finanziamento è arrivata il 3 dicembre 2013).
Bisenzio. E' in corso il ripristino arginale del franamento di sponda sul Bisenzio a Santa Lucia (Cavalciotto) che vale 350 mila euro, al momento l'intervento è in fase di completamento. Ma lungo il corso, nei tratti che insistono nei comuni di Vernio e Cantagallo, sono in programma altri interventi per 750 mila euro (250 mila sono risorse provinciali e 500 mila regionali). In questo caso è già pronto il progetto preliminare ed è in corso l'assegnazione dell'incarico per la progettazione. Il Genio civile sta lavorando al progetto di manutenzione su tutta l'asta del fiume, si tratta di alcune difese di sponda e della cavatura di materiale sabbioso e detriti dal fondo, per facilitare lo scorrimento.
Il rischio idraulico. Tutto il reticolo provinciale, sottoposto per prolungati periodi a forti pressioni, è stato oggetto di una serie di dissesti e franamenti di sponda e le necessità di intervenire con lavori straordinari di manutenzione e ripulitura dal materiale di trasporto è diffusa su tutto il territorio. Fortunatamente gli argini hanno tenuto ma, come sempre quando le acque si ritirano, alla fine gli episodi hanno lasciato numerosi dissesti. Negli ultimi 15 anni inoltre sono state realizzate sul territorio una serie di casse di espansione per la mitigazione del rischio idraulico. Molte di esse sono a soglia fissa (Filimortula, Castelnuovo, Agnaccino, Agna, ecc.) mentre due sono a soglia di sfioro manovrabile, cioè ponte alle Vanne e Lavacchione a cui si aggiunge Case Carlesi. L'entrata in esercizio delle casse di espansione ha contribuito molto al contenimento degli allagamenti per tracimazione dagli argini. Ma gli alti livelli raggiunti in alveo confermano la necessità di potenziare ulteriormente tale sistema con la realizzazione o il completamento delle opere previste nella pianificazione di bacino: la cassa di ponte a Tigliano, per la quale la Regione ha già previsto la copertura finanziaria, e la cassa di espansione della Querciola in provincia di Pistoia. Il susseguirsi degli eventi inoltre ha testato il sistema di allertamento e di protezione civile, che complessivamente ha ben risposto, riuscendo a gestire eventi di particolare complessità con la massima limitazione del danno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
