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Milone: 16mila cinesi residenti, ma solo sulla carta
Prato, l’assessore prende di mira le lungaggini con le quali si verifica l’irreperibilità dei finti residenti: un anno è troppo, tre mesi devono bastare
PRATO. Il vigile suona sempre il campanello due volte, anche tre o quattro. E se il residente non gli apre la porta, alla fine si procede a cancellarlo dall’anagrafe per irreperibilità. Alla fine significa un anno. Troppo, secondo l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone.
Argomento: residenti cinesi. «Bisogna portare a tre-quattro mesi i tempi per verificare l’irreperibilità: tanti cinesi mantengono la residenza a Prato mentre ritornano in Cina». Ecco perché in quei 16.182 cinesi iscritti all’anagrafe nel 2013 c’è qualcosa che non gli torna, vuoi soprattutto per la mobilità intrinseca della comunità orientale. «A fine 2013 – fa sapere l’assessore-sceriffo - ho incontrato il responsabile dell’ufficio anagrafe Federico Zuffanelli e il commissario Paolo Ghetti, chiedendo loro un'accelerazione dei tempi di lavoro: le cancellazioni da fare ancora sono tante fra i cinesi. Capisco il modus operandi dell’anagrafe ma non si può aspettare un anno per dimostrare l’irreperibilità di una persona che nel frattempo è ritornata al suo paese e lì vive. Tant’è vero che tanti poi fanno ritorno a Prato e chiedono di farsi iscrivere un'altra volta in Comune. Sappiamo benissimo che il certificato di residenza è una condizione per ottenere il permesso di soggiorno. Per questo sono disposto a garantire due-tre passaggi di polizia municipale, chiamata a verificare l’effettiva dimora, purché in tre mesi vengano cancellati dai registri gli irriperibili».
Secondo gli ultimi dati statistici del Comune che fotografano la presenza degli immigrati cinesi residenti, di cui Il Tirreno ha dato notizia, l’anagrafe 2013 ha registrato 2371 nuove iscrizioni e 1554 cancellazioni. «S’è tenuto conto nella rilevazione statistica dei 300 cittadini ai quali sono state rilasciate false certificazioni finite nel mirino di un'inchiesta?», è la domanda di Milone. Che prende in considerazione anche il capitolo iscrizioni.
«La liberalizzazione di Mario Monti ha semplificato molto l’iter per il rilascio delle residenze: adesso bastano 48 ore per cambiarne una». In definitiva, sul dato dei 16mila cinesi registrati ci sarebbe da fare un'operazione di sottrazione secondo Milone. «Tanti di quelli che risultano all’anagrafe vivono fuori Prato. E – ricorda – stiamo parlando solo dei cittadini regolari». Anche perché quelli senza permesso di soggiorno all’anagrafe non potrebbero risultare.
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