Italia
Vocabolario pratese-italiano / Lettera L
Le parole sulla bocca di tutti i pratesi: aggiungete le vostre tra i commenti alla lettera corrispondente
Labbrata
Manata sul viso per colpire proprio le labbra
Lacchezzo
Vicenda, mossa o comportamento negativi o inconsueti (“Gli ha fatto un lacchezzo che un m'è piaciuto per nulla”)
Lappole
Ciglia
Lattone
Sberla, ceffone
(da Paola Giardi e 21serbibo)
Lavativo
Clistere; vagabondo, che non ha voglia di lavorare (“tu sei un lavativo”)
Lécca
Sberla, ceffone, pugno
Legagione
Legame (con accezione negativa, come limitazione della libertà): “Certo, avere un animale l'è una legagione”
Lèmme
Piano, con lentezza (“cammina lemme lemme”)
Lernia
Persona di gusti difficile per i cibi, schifiltosa, schizzinosa
Levarsi
Alzarsi dal letto
Licit
(poi pronunciato regolarmente “licitte”) Latrina, gabinetto.
Deriva dalla storpiatura di “licet?” (indicativo presente del latino “licere”: “è permesso?”), domanda che anticamente lo scolaro rivolgeva al maestro quando aveva bisogno di uscire; da cui “andare al licet”
(da Elena Tempestini, Baste e Giacomo Bigagli)
Lilleri
Soldi, monete: “Senza lilleri un si lallera”
Lucignolo (allucignolato)
Stoppino della lucerna
Allucignolato: annodato e intrecciato, difficile da districare
Lucio
Tacchino
(da Giacomo Bigagli)
Lungagnàta
Discorso, cerimonia che non finisce più. "L'assessore gli ha fatto una lungagnàta che la un finiva più!"
(da Giacomo Bigagli)
Lusco
Luce incerta del crepuscolo. “Tra il lusco e il brusco”: all'improvviso
Lustro
Stare lustro: mettere sull'avviso di conseguenze serie, essere nei guai (“ora lo dico al babbo i'cché tu hai combinato, così tu stai lustro”)
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