Il Tirreno

Prato

A Prato la colonia cinese sfonda quota 16mila

di Maria Lardara
A Prato la colonia cinese sfonda quota 16mila

L’ultima rilevazione all’anagrafe fa balzare ad oltre 34mila persone il totale degli stranieri residenti in città

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Chi ha detto che i cinesi stavano facendo le valigie e abbandonavano Prato per colpa della crisi o dei blitz nei capannoni?

La realtà, quella incontrovertibile dei numeri, tradisce ogni voce sui movimenti in uscita degli immigrati cinesi. Basta spulciare fra i dati dell’anagrafe, di fresca pubblicazione sul sito del Comune di Prato, per rendersi conto come in un anno, dal primo gennaio al 31 dicembre 2013, i registri dell'anagrafe pratese si siano gonfiati con 1.153 cittadini dagli occhi a mandorla in più.

Se la matematica non è un'opinione, questo significa che il 31 dicembre 2013 i figli dell’Impero Celeste viaggiavano nell’ordine di 16.182 unità, il 47,28% sul totale degli stranieri regolari residenti: l’anno precedente erano 15.029.

A Paolo Sambo di Fil - la società della Provincia che si occupa di formazione, lavoro e statistica - esperto di osservatori anagrafici, abbiamo chiesto un’analisi di questi dati.

«A una prima lettura si rileva che nel 2013 la popolazione cinese residente nel comune capoluogo cresce di altre 1.153 unità. Il tasso di crescita è però il più basso dal 2008, che peraltro fu un anno particolare da un punto di vista statistico in quanto si verificò il record di cancellazioni anagrafiche per irreperibilità. I dati sulla natalità evidenziano un lieve calo, ma vista la piramide demografica dei cinesi, popolazione giovane con pochi anziani, il saldo naturale pesa sempre per il 30 per cento sull’incremento dei residenti cinesi».

In pratica, ogni anno, benché le nascite fra i bambini cinesi siano in lieve calo, la popolazione parte da un più 350 unità per effetto del saldo naturale. Inoltre la presenza cinese sta iniziando a distribuirsi meglio all’interno della città, non più solo concentrata nel Macrolotto Zero.

Nel 2013 si conferma infatti l’incremento di residenti cinesi sul territorio della circoscrizione Sud.

Iscritti e cancellati. Cos’è successo nell’arco degli ultimi dodici mesi? Si scopre che sono nati 336 bambini, cui si sommano 2.371 nuove iscrizioni e 1.554 cancellazioni all’anagrafe (di cui 39 per acquisizione di cittadinanza italiana), con una differenza tra iscritti e cancellati di 817 unità, portando così a 1.153 unità l’aumento complessivo.

Cinesi che vanno e vengono anche nel 2012 con diversi passaggi all’anagrafe: in quell’anno si cancellarono 1.210 orientali, meno dunque rispetto al 2013, mentre i nuovi iscritti furono 2.815. Rispetto al 2012, quando il saldo tra iscritti e cancellati era stato di 1.605 unità, il 2013 ha visto bilanciarsi meglio la differenza tra iscritti e cancellati.

Via da Prato. Meno iscritti, più cancellati. Qualche centinaio, dunque, potrebbe essersi trasferito fuori Prato. I cinesi, ad ogni modo, sono l’8,5% sul totale della popolazione residente (nel 2009 erano il 5,8%). A tal proposito, quanto è cresciuta la comunità cinese in quattro anni, dal 2009 al 2013?

Quattro anni fa gli orientali erano 10.877, nel 2013 se ne contano 5.305 in più (+48,8%). «In ogni caso – rileva Paolo Sambo – bisogna stare molto attenti nell’analisi di questi dati. Siamo ancora in anni di revisione post-censuaria, ricordo che in tutta la provincia la popolazione legale presente al momento del censimento era pari a 5mila unità in meno rispetto alla popolazione risultante dall’anagrafe».

Gli Under 18 sono il 78%. Una curiosità, sempre con la lente d’ingrandimento puntata sul 2013: la maggioranza dei cinesi si colloca tra i 18 e i 64 anni d’età (il 70% del totale), il 29% si colloca invece nella fascia d’età compresa tra 0 e 17 anni. Che le seconde (anzi, terze) generazioni abbiano radici a Prato fin dalla culla, lo dimostra anche il fatto che il 77,7% dei minorenni con gli occhi a mandorla sia nato in città e il 14,6% in Italia.

Le altre comunità. Ma non ci sono solo i discendenti del dragone. Più in generale, il 18% della popolazione di Prato – che alla fine dello scorso anno toccava quota 191.424 – è rappresentato da cittadini con passaporto straniero.

Dopo la comunità cinese, la più numerosa è quella albanese (4.926 unità), romena (3.358), pakistana (2.151) e marocchina (1.593). La crisi si fa sentire anche per loro. «Se nel 2013 sono aumentati i cinesi, per la prima volta diminuiscono, seppure di poche unità, i residenti albanesi, rumeni, marocchini e pakistani – conclude Sambo -. La motivazione in questo caso potrebbe essere la crisi economica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera