Il presidio
Posacenere legati con catene all’ospedale Santo Stefano
La denuncia di Fabio Baldi del centro diritti del malato che segnala la presenza dei posacenere in aree dove è vietato fumare e chiede all’Asl di rimuoverli con urgenza
PRATO. Posacenere legati con catene e lucchetti nelle aree nell’ospedale Santo Stefano dove c’è l’assoluto divieto di fumo. A denunciarlo è il presidente del Centro per i Diritti del malato, Fabio Baldi che scrive al direttore dell’Asl 4.
«Grazie al presidente della Regione Toscana e a cui fece seguito il messaggio di compiacimento del Ministro della Salute, il nostro ospedale ha avuto il primato nazionale di "primo ospedale senza fumo" anche in aree all’aperto - scrive Baldi - Un atto che ci riconosceva una particolare e attenta tutela della salute. Dovendo "educare" i fumatori al rispetto del divieto di fumo anche nelle aree all'aperto, per i primi tempi fù stabilito un controllo mirato solo alla segnalazione del divieto, senza fare sanzioni agli inosservanti».
«Questa mattina (lunedì 17 febbraio) - scrive ancora Baldi - ho costatato che sono stati installati dei grossi posacenere, legati con catene e lucchetti, in aree dove ancora vige il divieto di fumo. Intorno ai posacenere si formano gruppetti di fumatori che ignorando la cartellonistica di “divieto” che li circonda e per la presenza in loco dei posacenere, si sentono autorizzati a fumare”.
“A tutela e nell'interesse dei cittadini chiedo che nel rispetto delle regole vengano rimossi i posacenere dalle aree di “divieto di fumo” e posizionati altrove - chiede il presidente del Centro diritti del malato - Inoltre credo sia necessario ristabilire anche un attento e continuo controllo mirato al rispetto di quanto stabilito dalla nostra azienda su invito della Giunta Regionale”.
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