Il presidio
Aeroporto, il sindaco di Prato Roberto Cenni si cala l’elmetto: «Sono allarmato»
«Con Renzi a Palazzo Chigi sono ancora più allarmato sulla realizzazione della nuova pista dell'aeroporto. Sono preoccupato, perché salterebbe la città»
PRATO. «Con Renzi a Palazzo Chigi sono ancora più allarmato sulla realizzazione della nuova pista dell'aeroporto. Sono preoccupato, perché salterebbe la città». È un Roberto Cenni con l'elmetto calato in testa quello che si è presentato venerdì 14 febbraio in commissione controllo e garanzia. Va allo scontro col premier in pectore e al tempo stesso col candidato sindaco del Pd, Matteo Biffoni spinto proprio da Renzi a correre a Prato per il centrosnistra.
L'audizione, appositamente indetta per conoscere l'esito delle azioni – un ricorso al Tar e le osservazioni alla variante al Pit della Regione – di contrasto da parte del Comune contro la costruzione della pista convergente-parallela di Peretola ha fornito a Cenni il contesto per un'aspra polemica con il suo competitor. La sua tesi è che il sorvolo sia in fase di decollo che di atterraggio dei cieli di Prato avrebbe conseguenze catastrofiche per interi quartieri, al punto da dover riscrivere da capo il piano urbanistico sul rumore (da adeguare ai decibel prodotti dagli aerei), mettendo a rischio l'attuazione stessa del piano strutturale. Un'ipotesi che si farebbe più concreta con la scalata alla presidenza del consiglio del sindaco di Firenze. Ed è qui che scatta, puntuale, il link fra Matteo Renzi e il deputato Matteo Biffoni. «Ricordo che la premessa alla sua candidatura è stata una richiesta di Renzi, alla quale ha dovuto rispondere di sì. Mi chiedo, quante altre volte dovrà rispondergli di sì?».
Un timore che rafforza la sensazione di un danno politico già compiuto: «Perdere un parlamentare per un candidato sindaco è una diminuzione per Prato». Allarmato da Renzi, scettico sull'autonomia di pensiero di Biffoni dorme sonni meno tranquilli guardando l'assetto politico di tutta la Piana. «La forte determinazione di Renzi a fare questa pista, i quotidiani fiorentini, i potentati economici» mette in fila gli avversari degli interessi pratesi. Non senza rimpiangere alcuni “errori” del passato come la vendita da parte del Comune di Prato (in due tranche) della partecipazione azionaria in Adf. Un fatto che ha spianato la strada allo strapotere dei soci fiorentini. Per Cenni non resta che allargare il fronte degli oppositori al sindaco di Pisa, col quale vuole intensificare la collaborazione e attendere le risposte da Regione e Tar. Le osservazioni presentate al Pit riguardano in larga parte la contestazione al vincolo di 700 ettari nelle aree di frangia al Parco della Piana, perché impedisce di decongestionare di cemento il Macrolotto 0 portando parte dei volumi edificatori nell'area meno urbanizzata della città. Il ricorso al Tar, invece, deve ancora essere calendarizzato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
