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Il Movimento 5 Stelle vuole mandare a casa Enrico Rossi
Prato, affollata assemblea sul caso Peretola: i grillini ribadiscono il loro no alla nuova pista. «Studiamo altre iniziative di protesta»
PRATO. L'obiettivo strategico è di fermare Enrico Rossi, magari alle Regionali del 2015. Mandarlo a casa viene considerata almeno dal Movimento 5 Stelle e dagli ambientalisti la via maestra per vincere la madre di tutte le battaglie: bloccare la pista convergente-parallela di Peretola deliberata dal Pit, Piano di indirizzo territoriale. L'occasione per iniziare a coltivare questo intento è stata la riunione di ieri sera, 12 febbraio, al Via Roma Gallery indetta dal gruppo grillino Prato Insieme a 5 Stelle, nel corso della quale si sono ritrovati in 70 di varia estrazione politica per ribadire il “no” alla pista convergente-parallela. Con una preoccupazione per l'impatto sull'ambiente duplice: per i 6.000 pratesi coinvolti nel rischio di inquinamento acustico sui 65 decibel di media e per il futuro stesso del Parco della Piana.
«L'ipotesi della nuova pista porterebbe i voli a sorvolarlo. Del polmone verde ritenuto necessario ne resterebbe ben poco» ha ribadito una delle accuse principali all'ampliamento dello scalo fiorentino, il relatore della serata Luigi Tondo. Al tempo stesso, gli aerei passando in fase di decollo e atterraggio sui cieli di aree residenziali potrebbero deprimere i – già martoriati dalla crisi – valori immobiliari. Sono temi molto masticati sia in casa pentastellata che fra i comitati. Come l'ansia per la lunghezza della pista: inizialmente fissata in 2.000 metri, poi in 2.400 con il timore di vederla crescere sino ai 3.000, fatto che permetterebbe, in linea teorica, la trasformazione della natura di Peretola da city airport a scalo intercontinentale.
«Bisogna considerare, inoltre, le altre infrastrutture progettate: la Prato-Signa, il termovalorizzatore, la terza corsia dell'A11. Insieme rappresentano una bomba ecologica» ha aggiunto inquietato, Tondo. Da qui l'appoggio totale dei 5 Stelle alle tesi del “no aeroporto”. Malgrado, il primo round – con l'adozione della variante al piano urbanistico regionale – andato al governatore Rossi. Un risultato che, tuttavia, non li scoraggia. Piuttosto, il fronte anti-pista è motivato a tenere alta l'agitazione: «Studiamo iniziative di protesta come quella di un anno fa all'aeroporto» è l'invito di Roberto Dei, candidato a sindaco della lista civica la “Prato di tutti noi”. Mentre, ad alzare la posta in palio è Mauro Franceschini, rappresentante di Legambiente: «Per fermare il governatore la partita da giocare è quella delle Regionali del 2015». Un invito che è stato prontamente raccolto dall'organizer del M5S, Chiara Bartalini con una subordinata: «Siamo d'accordo sul confrontarci su questi temi, ma non offriamo inciuci elettorali». Il MoVimento intende sfidare da solo Rossi.
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