Evade il primo detenuto a cui era stato messo il braccialetto elettronico
Prato, tunisino di 43 anni si allontana dalla propria abitazione ed è ricercato dalle forze dell’ordine: era agli arresti domiciliari
PRATO. Il tempo della fiducia è durato 4 giorni, tanti quanti ne sono serviti a Slim Dridi, tunisino di 42 anni, per tradire la promessa che aveva fatto ai giudici, cioè di non allontanarsi da casa, dove lo avevano messo ai domiciliari.Dridi è il primo detenuto in provincia di Prato ad aver sperimentato il braccialetto elettronico, il congegno che segnala la presenza della persona all’interno delle quattro mura in cui è confinato. Ma evidentemente voleva battere un altro record: a quanto sembra è stato il primo in Toscana a evadere dopo aver accettato di mettersi il braccialetto.
E’ accaduto all’ora di pranzo. Poco prima delle 13 è scattato l’allarme nelle centrali operative di polizia e carabinieri. Il sistema segnalava un’anomalia nell’abitazione di via Cava dove Dridi era agli arresti domiciliari. Una pattuglia dei carabinieri si è precipitata sul posto e i militari hanno suonato il campanello, sperando in un guasto del congegno. Alla mancata risposta hanno deciso di buttare giù la porta e hanno trovato quello che sospettavano: il braccialetto elettronico, che in realtà è una cavigliera, era in casa, rotto. A quel punto Slim Dridi era già lontano. Non si sa se sia scappato a piedi o a bordo di un mezzo. I carabinieri e la polizia ne hanno seguito per un po’ le tracce grazie alle celle del suo telefono cellulare, che probabilmente si era dimenticato di spegnere. Poi se n’è ricordato ed è sparito nel nulla.
Il tunisino ha una sfilza di precedenti, quasi tutti per spaccio di droga, ed era questo il motivo per cui era stato messo agli arresti domiciliari. Non è considerato particolarmente pericoloso, ma ora che è scappato le forze dell’ordine ne hanno fatto una questione di principio. La sua foto è sui cruscotti di volanti e gazzelle. Se passa il messaggio che il braccialetto elettronico è un modo più semplice per evadere dagli arresti domiciliari, anziché un sistema per sgravare poliziotti e carabinieri dai controlli quotidiani ai domicili di chi è detenuto, allora la sperimentazione è destinata a fallire. Qualche giorno fa il Tribunale di Prato aveva scoperto di non aver attivato la convenzione con la Telecom per il braccialetto. Ora la convenzione è stata fatta, ma l’esordio non è stato dei più felici.
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