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Milone: “Il sindacato lasci perdere le frodi e si occupi dei lavoratori”

Milone: “Il sindacato lasci perdere le frodi e si occupi dei lavoratori”

L’assessore alla sicurezza dela Comune di Prato replica al segretario generale dei tessili Cgil Massimiliano Brezzo che ha giudicato molto più utili i controlli a valle e a mote della produzione delle confezioni che non i blitz nei capannoni

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PRATO. "Davvero mi stupisco di Massimiliano Brezzo con il quale ci siamo incontrati tante volte per discutere di problemi inerenti il distretto parallelo. Mi lascia di stucco, in particolare, il fatto che un sindacalista della Cgil si appasioni di più alle indagini sulle frodi fiscali, per quanto importanti, che alla situazione del lavoro e dei lavoratori nelle ditte cinesi. Consiglio il sindacato di occuparsi dei lavoratori, di tutti i lavoratori". Aldo Milone assessore alla Sicurezza replica con vivacità al segretario generale dei tessili della Cgil che in una nota aveva plaudito ai controlli fatti a valle e monte della produzione di una confezione cinese con sequestro, in un caso di pezze di stoffa, e nell'altro di pantaloni pronti per la commercializzazione.

L'assessore Aldo Milone replica a Massimiliano Brezzo

"Di controlli di questo tipo - attacca Milone - se sono stati fatti tanti nei mesi e negli anni scorsi anche dalla polizia municipale. Non discuto che possano essere utili come deterrente perchè la perdita economica e notevole ma da soli non bastano. Ho l'impressione - continua - che ci si sia già dimenticati della strage del primo dicembre scorso. La comunità cinese vive, per la massima parte, in polveriere che possono prendere fuoco in ogni momento. Quindi - prosegue - parallelamente alle indagini sulle frodi che però comportano settimane, se non mesi di indagini, c'è bisogno di continuare e battere sulla sicurezza dei luoghi di lavoro che sono perennemente in condizioni terrificanti".

L'ultimo blitz della polizia municipale è di questa mattina (giovedì 6 febbraio) con gli ispettori del lavoro: "Abbiamo trovato una serie di soppalchi - spiega Milone - fatti con il compensato, nemmeno con il cartongesso e quindi pericolosissimi, il pavimento era ricoperto di immondizia, sbarre alle finestre, un'unica uscita e quella chiusa dal'interno con un catenaccio per paura di incursioni esterne. Ecco, se in quel capannone fosse, per qualsiasi motivo, divampato un incedio, per gli operai (11 trovati contro 21 taglia e cuci in funzione dei quali 4 senza permesso di soggiorno ndr) sarebbe stata morte certa".

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