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Prato

Il 12 febbraio la centrale del 118 di Prato verrà chiusa

di Alessandra Agrati
Il 12 febbraio la centrale del 118 di Prato verrà chiusa

C’è una data certa per il trasferimento a Firenze. Il consigliere regionale Lazzeri (Più Toscana) in visita alla centrale operativa: «Nessuna perdita di posti di lavoro». Come funzionerà il servizio

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PRATO. Il 12 febbraio la centrale del 118 di Prato verrà chiusa e trasferita a Firenze. La comunicazione è arrivata venerdì e, secondo Michele Lanigra responsabile del servizio, per gli utenti non ci saranno disservizi. «Le chiamate che arriveranno da Prato – ha spiegato- saranno prese direttamente dagli operatori pratesi, in caso di telefonata da cellulare verrà dirottata a chi ha competenza territoriale”.

In attesa del passaggio Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV Commissione Sanità ha visitato la sede della centrale al Misericordia e Dolce, lunedì è stato a Firenze e giovedì andrà a Pistoia. «La scelta di trasferire la centrale è stata fatta decisa dieci anni fa, quando non si è voluto investire sulle attrezzature e le strumentazioni. Oggi è indifendibile la scelta di non trasferire il servizio. A Firenze fra quattro mesi verrà inaugurata una sede che è costata 8 milioni di euro».

Secondo Lazzeri e Lanigra, il passaggio non comporta nessuna perdita di posti di lavoro per gli infermieri (sono 29 di cui 27 con contratto a tempo indeterminato) e gli infermieri (18) che potranno scegliere in qualsiasi momento di tornare a lavorare su Prato.

«Trasferire a Firenze la centrale – ha spiegato Lanigra - comporta anche il recupero del medico all' interno della centrale, che potrà essere destinato ai servizi sul territorio”. Intanto giovedì in Consiglio regionale si approverà il regolamento alla legge 40 per omologare il sistema toscano che non prevede l'appalto della gestione dei servizi, ma l'affidamento alle singole associazioni di volontariato, alle norme europee. Bruxelles in un primo tempo aveva giudicato illegittimo il procedimento, poi ha chiesto alcune modifiche per renderlo conforme. Alle associazioni verranno destinati 5 milioni di euro che saranno assegnati da un comitato formato dalle Misericordie, la Pubblica Assistenza e la Croce Rossa.

Soluzione che ha scontentato le piccole associazioni di volontariato, ma questo non è il solo problema sollevato dal mondo del volontariato. A Prato sono state acquisiti 17 computer da installare sulle ambulanze delle associazioni con medico a bordo (il mezzo è in affitto all' Asl), ma non è stato possibile installarli.

«Abbiamo aperto un tavolo da tempo con gli operatori locali – spiega Sonia Simonetti coordinatrice del 118 - e non ci sono stati problemi, improvvisamente hanno cambiato idea e così ci siamo dovuti fermare”. Diametralmente opposta la versione di Lazzeri. “Sono rimasto molto deluso dal loro comportamento, soltanto quelle pratesi non hanno acconsentito. Se hanno qualcosa da recriminare possono venire in commissione».

Di fatto avere il Pc a bordo permetterebbe un servizio più efficiente e l'abolizione di passaggi inutili. «Il medico riceverebbe direttamente una scheda con tutti i dati del paziente- spiega Simonetti - inoltre tramite il sistema satellitare dalla centrale si avrebbe una visione completa di dove si trovano i mezzi, in modo da rendere l'intervento ancora più veloce».( al.ag.)

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