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Prato

Ricchezza in calo, ma Prato regge meglio della Toscana

di Carlo Bartoli
Ricchezza in calo, ma Prato regge meglio della Toscana

La crisi ha ridotto la disponibilità di reddito: ogni pratese ha 19 euro l’anno. E spende meno in auto e moto, mentre non rinuncia a smartphone e tablet

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PRATO. Nonostante la crisi, Prato se la passa meno peggio di gran parte della Toscana. I dati dell’annuale rapporto dell’Osservatorio Findomestic indicano che il reddito pro capite colloca, sia pure con valori in dininuzione, Prato al terzo posto in Toscana e conferma il sorpasso di Lucca.

19mila euro a testa. Nel 2013, le elaborazioni di Findomestic su dati Prometeia, dicono che ogni pratese ha avuto in media un reddito procapite di 18.927, inferiore solo a quelli registrati a Siena (20.405) e Firenze (23.121), due province nelle quali il forte afflusso turistico ha permesso di limitare i danni. Peggio va a Lucca, che ha perso la terza piazza e che in tre anni è passata da un reddito a testa di 19.684 euro a 18.722. Consolarzi con le disgrazie altrui, però, serve a poco: negli ultimi due anni, infatti, i pratesi hanno perso prima il 2,6% e poi lo 0,6 del loro reddito, una percentuale sempre superiore, sia pure di poco a quella nazionale.

Auto nuove a picco. I riflessi della minor disponibilità di reddito sono evidenti: a Prato e provincia l’acquisto di auto nuove, ad esempio, è crollato del 13,7%, il peggior dato della Toscana. Questo, mentre invece si registra un aumento del parco circolante: evidentemente è difficile di fare a meno dell’auto e quindi si preferisce tenere più a lungo possibile la propria automobile.

Vecchia, oppure di lusso. Se il parco circolante aumenta dell’1%, soprattutto grazie alle auto usate, Prato dimostra chiaramente come a soffrire sia una larga parte della società, mentre una fetta ridotta della città continui a passarsela piuttosto bene. Non a caso, Prato vanta la spesa media più alta (per famiglia) nell’acquisto di un’auto, una sesa media nettamente più alta rispetto a quella italiana e doppia rispetto a quella nazionale.Anche per il mercato delle moto la crisi ha lasdciato il segno: lo scorso anno le vendite sono diminuite del 31,6%, il terzo peggior dato su base regionale e nettamente peggiore della media nazionale.

Lavatrici, mobili e smartphone tirano ancora. Significativi, invece, i dati sugli elettrodomestici; pur in lieve diminuzione, la spesa delle famiglie pratesi è la più alta della Toscana (191 euro a nucleo ogni anno)e lo stesso vale per l’elettronica di consumo: anche in questo caso la spesa delle famiglie pratesi è la puiù alta della Toscana (138 euro, contro una media nazionale di 93 euro a nucleo familiare). Addirirttura in aumento il livello di spesa nel campo dell’informatuon technology: anche in questo campo Prato è la provincia più “spendacciona” della Toscana. Ogni anno ciascuna famiglia spende 111 euro in smartphone, tablet e altre apparecchiatire simili.

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