Il Tirreno

Prato

Amministrative, Cenni scende in pista ma esclude il Ncd

di Carlandrea Poli
Amministrative, Cenni scende in pista ma esclude il Ncd

Nella cena dei supporter da don Aiazzi pianta tre paletti «Lista civica, consenso popolare e fuori i nemici»

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PRATO. Roberto Cenni è in pista per il secondo mandato, si prepara alla battaglia mettendo su una lista civica ed è, ormai, ai ferri corti col Nuovo Centrodestra di Alberto Magnolfi. Il calore dei 200 fra assessori, consiglieri comunali e supporter di Forza Italia e Udc (i contraenti forti della nuova coalizione che proverà a competere per uno storico bis), riuniti a cena da don Aiazzi – il parroco di provata fede anticomunista –, lo spinge a dichiarazioni impegnative sul suo futuro. Non c'è ancora il crisma del sì ufficiale, ma le sue parole suonano da abbrivio alla campagna elettorale: «Non sono uno che molla. Se finora c'è stata incertezza sulla mia ricandidatura non è dovuta ad un mio fare il prezioso né alla tattica».

Questa la premessa di un discorso che fissa tre paletti ben precisi alla corsa per la conferma da primo cittadino: la consapevolezza dei «giganteschi problemi» da affrontare nei prossimi 5 anni, un coinvolgimento della cittadinanza intera contro Firenze su aeroporto e città metropolitana e una chiusura totale alle istanze degli alfaniani.

Le due note diramate da Carlo La Vigna e dal Nuono centrodestra gli sono andate di traverso e la stizza si trasforma ben presto in un messaggio vicino ad un divorzio: «Non esistono compromessi sulle battaglie in difesa di Prato. Se accetto non è solo per vincere. Se questa è la richiesta io non sono disponibile a contrattare o a impegnarmi per una spartizione di potere. C'è bisogno, invece, di un comportamento coerente». Al biasimo degli alfaniani di volersi riproporre a “scatola chiusa” Cenni oppone una battuta ostile: «Per quanto mi riguarda la scatola è aperta. Sono, invece, più preoccupato da quello che uno vorrebbe trovare in quella scatola».

Nessuna trattativa in vista né con Magnolfi né con i due consiglieri Bardazzi e La Vigna. D'altro canto, gli esponenti vicini al vice-premier non sono stati neppure invitati al meeting dei fan del Cenni. Sono ospiti sgraditi. Un concetto che viene chiarito fino alle estreme conseguenze dal senatore di Forza Italia, Riccardo Mazzoni mentore della sua ricandidatura: «A chi pensa di venire al tavolo del sindaco per domandare discontinuità con questi 5 anni dico che quella è la porta. Semmai sono loro a doverla dimostrare, altrimenti la porta si chiude».

Sollecitato sulla questione fa capire di avere nel mirino soprattutto il capogruppo in Regione del Ncd, Magnolfi: «Ha fatto firmare ad altri quei comunicati per dire che non accetta l'alleanza a scatola chiusa. Se voleva davvero un incontro col sindaco non sarebbe andato a chiederlo sui giornali. Molto meglio, a questo punto, una proposta convincente con una squadra coesa che un'armata brancaleone». Piena sintonia con Cenni, che alle alleanze a tutti i costi coi partiti preferisce una chiamata generale dei cittadini: «Perché per andare contro all'aeroporto, al vincolo dei 700 ettari, agli atti scorretti che danneggiano Prato non basta un'amministrazione. Ci deve essere l'impegno popolare».

Il contenitore per far affluire questa partecipazione belligerante in chiave anti-fiorentina – estesa anche verso Renzi, identificato quale “principale fautore” della pista convergente-parallela di Peretola – è la lista civica: «Questa volta ne serve una, quindi, organizziamola - dice Cenni - Oltre alla voce dei partiti dovremo far sentire la voce delle persone». La lotta all'illegalità cinese resta il piatto forte della sua proposta politica.

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