Prato, il sindaco Roberto Cenni pensa di proporre un’alternativa a Sgarbi
«L’esclusione dalla direzione del Pecci non va vista come un demerito. Tutte e 38 le persone in corsa sono da ritenersi più che valide»
PRATO. «Il fatto che Sgarbi sia stato escluso dalla rosa di nomi per il ruolo di direttore del Pecci non è un demerito per lui» poche ore dopo l'infuocata conferenza stampa del critico d'arte, che ha usato parole durissime con i tre commissari che l'hanno scartato per la guida del museo d'arte contemporanea, il sindaco Roberto Cenni prova ad acquietare gli animi.
«Ritengo che tutte le 38 persone che si sono presentate siano una ricchezza per la città. In questo senso vorrei essere in grado di offrire un'alternativa a Sgarbi rispetto al Pecci, perché le sue potenzialità sono enormi. D'altronde, la decisione che verrà presa di un direttore non si tradurrà nella bocciatura delle altre 37 persone. Faccio un esempio: se Michael Schumacher fa domanda per correre con una squadra e non viene scelto non significa che non sappia guidare».
Un modo per difendere sia il lavoro della commissione che ha offerto delle valutazioni secondo i criteri fissati dal bando che la figura di Sgarbi, candidato su invito proprio del sindaco Cenni: «Deve essere colto in questa vicenda un aspetto. Il consiglio d'amministrazione, il Comune e la Regione potevano scegliere di nominare il nuovo direttore nel chiuso di una stanza: invece, si è preferito fare un lavoro di approfondimento. Di questo ringrazio il lavoro della commissione. Ora il consiglio deciderà con serenità». Un dato sempre, comunque, dato per assodato: dall'esclusione di Sgarbi difficilmente si tornerà indietro.
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