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Made in Italy, trattativa ancora in salita
Prato chiede compatta a Tajani interventi per migliorare la competitività delle aziende
PRATO. La dedica a Prato sta nel finale di intervento: “La mia visita non è di circostanza, ma denota un'attenzione della Commissione Europea”. Antonio Tajani riserva una coda significativa all'attualità, all'illegalità economica che imperversa con lo sfruttamento del lavoro nel distretto cinese dell'abbigliamento: “La tutela dei diritti dei lavoratori è irrinunciabile. È inaccettabile che in Europa ci siano episodi di sfruttamento della manodopera”. E, se per un verso, il numero due della Commissione Europea con delega all'industria reputa doveroso avere sul tessile una politica commerciale “non ingenua” ribadisce, al contempo, l'importanza di opporsi al lavoro nero: “Ogni volta che si acquistano prodotti contraffatti dobbiamo considerare che si dà un contribuito alla diffusione di questo tumore”. Buone notizie, invece, da Bruxelles: il vertice dei capi di governo di maggio potrebbe far cadere molte mele d'oro per lo sviluppo. È in programma un piano di fondi strutturali da 150 miliardi di euro – da spalmare fra i 28 Stati – creati ad hoc per le politiche industriali. In questo, le Regioni avranno un ruolo chiave nell'individuare i progetti meritevoli del finanziamento comunitario. Dell'ora e mezzo di confronto fra il vice-presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani e le istituzioni politiche e sociali pratesi è questa la parte più ambiziosa per stimolare l'economia tessile. Di pari passo prosegue la difficile trattativa per sbloccare a Bruxelles l'iter per approvare il regolamento sulla protezione del Made In e sulla tracciabilità dei prodotti. Una domanda che tecnicamente parte dal basso. Nel dibattito moderato dal direttore di Toscana Tv, Daniele Magrini viene chiesto da tutti. Da categorie economiche, sindacati, dal sindaco Cenni così come del presidente della Regione, Enrico Rossi. Il governatore toscano prende per buone le dichiarazioni di Tajani e gioca d'anticipo sui fondi comuntari: “Abbiamo deciso di pubblicare i bandi già ad aprile, in maniera tale da dare l'avvio alle erogazioni fra settembre e ottobre. Pensiamo di indirizzarli su ricerca, tecnologia, sostegno alla filiera”.Un punto sul quale la Prato politica e produttiva pretende risposte con accenti differenti. Il sindaco Cenni ricordando l'asimmetria regolamentare fra i prodotti che vengono dalla Cina e quelli che si possono legittimamente esportare verso Pechino. (c.p.)
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