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Nicotra: «La Procura non ha impugnato il concordato di Btp»

Nicotra: «La Procura non ha impugnato il concordato di Btp»

Nota del presidente pro tempore del Tribunale di Prato, che spiega: «La diversa valutazione dei beni non avrebbe cambiato il nostro giudizio»

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PRATO. Il presidente facente funzioni del Tribunale, Ettore Nicotra, ha diffuso ieri, venerdì 24 gennaio, una nota sulla vicenda del concordato preventivo del gruppo di costruzioni Btp.

«Nelle procedure di concordato preventivo delle società Baldassini–Tognozzi Pontello Costruzioni Generali spa e Holding BF S.p.A. i rapporti tra l’ufficio del tribunale e quello di procura sono stati improntati alla massima correttezza e collaborazione. In particolare: l’insolvenza delle imprese Baldassini-Tognozzi-Pontello Costruzioni Generali spa e quella della holding del Gruppo, Holding B.F. S.p.A. è stata segnalata dallo stesso Tribunale di Prato alla competente Procura della Repubblica che, condividendo la segnalazione, ha promosso i procedimenti per la dichiarazione di fallimento. A tutte le udienze delle due procedure ha partecipato il Pubblico Ministero in persona del Procuratore della Repubblica di Prato. Le due procedure sono poi sfociate nella presentazione di due concordati preventivi che sono stati omologati dal Tribunale di Prato. Nessuno dei due decreti di omologazione è stato impugnato dalla Procura della Repubblica di Prato. Il decreto di omologazione del concordato preventivo BTP spa è stato impugnato da alcuni creditori, ma l’impugnazione è stata respinta dalla Corte di Appello di Firenze che ha confermato il decreto di omologazione del Tribunale di Prato».

«La procedura di concordato preventivo di BTP spa - aggiunge Nicotra - ha consentito di salvaguardare numerosi posti di lavoro e di non dispendere i valori aziendali, nonché di evitare l’interruzione dei rapporti di fornitura con molte imprese del territorio che, avendo come principale cliente BTP, da tale interruzione avrebbero subito irreparabile danno. Anche le procedure di omologazione degli accordi di ristrutturazione delle quattro società controllate da HBF Spa (poi Fenice Holding spa), Immobiliare Ferrucci s.r.l., Montevalori s.r.l., Il Forte S.p.A e Euro s.r.l., si sono svolte con la partecipazione costante della Procura della Repubblica di Prato che, in persona del suo Procuratore ha presenziato a tutte le udienze. In occasione di tali udienze il Procuratore ha fatto riferimento ad una perizia svolta dal proprio ufficio nell’ambito di indagini al momento coperte da segreto, perizia da cui era emersa una valutazione inferiore degli immobili del comparto alberghiero di proprietà del Gruppo».

«Il Tribunale di Prato - conclude Nicotra - ha omologato gli accordi di ristrutturazione in quanto, per le motivazioni dettagliatamente esposte nei decreti di omologazione, la diversa valutazione, tenuto conto di come erano stati strutturati gli accordi, non aveva incidenza sul giudizio di omologazione. Neppure i decreti di omologazione di tali accordi di ristrutturazione sono stati impugnati dalla Procura della Repubblica di Prato. Nessuno dei creditori ha impugnato i decreti».

Quindi, dice in sostanza il presidente Nicotra, la Procura avrebbe potuto impugnare i decreti di omologazione ma non lo ha fatto. E’ anche vero che la stessa Procura aveva chiesto in passato il fallimento di Btp, istanza che però era stata respinta.

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