Il presidio
Prese a calci un cinese sotto gli occhi dei finanzieri: condannato
Prato, cinque anni di reclusione a un marocchino che quattro mesi prima era stato gambizzato nel parcheggio. La rapina fu vista dai militari che poi hanno incastrato i colpevoli
PRATO. Rapinò un cinese fermo al semaforo, ma per sua sfortuna lì accanto c’era un’auto con tre finanzieri in borghese, che presero il numero di targa dello scooter usato dai due banditi e li hanno inchiodati al processo. Adil Eddirhoussi, marocchino di 31 anni, difeso da Ermelinda Mele, è stato così condannato a una pena molto pesante, cinque anni di reclusione.
L’imputato, tuttora detenuto a Sollicciano, è comparso lunedì in Tribunale per sentire il pubblico ministero Benedetta Foti che ne chiedeva la condanna poi accolta dai giudici.
Il 10 aprile 2013, insieme a Rachid Assouhaji, connazionale di 35 anni, Eddirhoussi partecipò alla rapina ai danni di Chen Chunming, in via Valentini. Uno dei due marocchini aggredì il cinese e lo prese a calci per strappargli una catenina d’oro, in via Valentini. I due furono visti da tre finanzieri in borghese e così sono stati identificati. Si è poi accertato che lo scooter usato per la rapina era rubato. Il complice di Adil ha patteggiato una condanna a due anni.
Adil Eddirhoussi è lo stesso che il 23 dicembre 2012, meno di quattro mesi prima della rapina di via Valentini, fu gambizzato a colpi di pistola nel parcheggio di piazzale Nenni nell’ambito di una guerra tra bande di spacciatori per il controllo del territorio.
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