Parroco assassinato a Tizzana, in tre davanti al gip
Fissata la data dell’udienza preliminare per l’omicidio di Don Mario Del Becaro. Di Prato e Montemurlo i tre sospettati. Il quarto complice accusato solo di rapina
RATO. Prima di fuggire dalla canonica di Tizzana, forse credendolo ancora vivo, avevano liberato il parroco dal suo bavaglio di nastro adesivo e indumenti, abbassandoglielo sul mento. Ma ormai era troppo tardi: don Mario Del Becaro era già morto soffocato. Una morte per asfissia per la quale il pm Giuseppe Grieco, titolare dell’inchiesta sul brutale delitto, ha voluto una nuova conferma da parte del medico legale prima di procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. E arrivata la conferma, è stata fissata la data dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale: il prossimo 4 marzo.
A comparire davanti al giudice – che probabilmente sarà chiamato a celebrare direttamente con il rito abbreviato il processo per il delitto della sera del 28 dicembre 2012 – saranno in quattro, tutti albanesi, ma solo su tre penderà l’accusa di omicidio volontario, mentre per l’altro il reato contestato sarà solo quello di concorso in rapina aggravata (accusa mossa anche agli altri tre complici).
Ad aver commesso materialmente l’omicidio, come da loro stessi confessato, sono stati Gazmor Haxillari, 36 anni, residente a Prato, e Fation Kraja, 27, residente a Montemurlo. Di concorso oggettivo nell’omicidio è accusato invece Bledar Haxillari, 29 anni, residente a Prato, fratello di Gazmor: fu l’ideatore del furto all’interno dell’abitazione del parroco; furto che poi era degenerato in rapina e quindi in omicidio a causa del ritorno imprevisto del sacerdote.
Arber Kraja, 22 anni, residente a Montemurlo, l’unico che non fu colpito dall’ordinanza di custodia cautelare incarcere emessa dal gip, è imputato unicamente di concorso oggettivo in rapina: fu colui che, in auto, accompagnò fino alla canonica il fratello e Gazmor Haxillari, secondo il pm con la consapevolezza che i due avevano intenzione di compiere il furto e che questo sarebbe potuto degenerare in un reato più grave qualora don Mario Del Becaro fosse tornato a casa prima del tempo.
Come già ammesso durante gli interrogatori a cui sono stati sottoposti nei mesi scorsi, i quattro avevano pianificato di svaligiare la canonica di Tizzana spinti dalle voci che circolavano sulla presunta ricchezza del 63enne sacerdote, risultate poi non fondate: nella cassaforte del sacerdote avevano trovato solo 200 euro e qualche monile.
Un piano escogitato da Bledar Haxhillari, che aveva saputo – come da lui ammesso – anche dal "cognato" Lover Hening (residente a Prato, compagno della sorellastra, arrestato dieci giorni prima del delitto per estorsione nei confronti del parroco con cui aveva da mesi una burrascosa relazione) della disponibilità di denaro di don Mario.
Rincasato troppo presto dopo aver accompagnato Bledar Haxhillari alla fermata dell'autobus, Don Mario del Becaro era stato aggredito, picchiato, legato e imbavagliato (era poi morto soffocato) da Gazmor Haxhillari e Fation Kraja, fatti entrare di nascosto in precedenza dallo stesso Bledar, che poi aveva inventato la scusa del passaggio per far allontanare il sacerdote. Dall'inizio alla fine, l'assassinio del parroco fu registrato dai microfoni che erano stati installati nell'abitazione del sacerdote nell'ambito delle indagini che avevano portato in carcere per estorsione il suo amante Lover Hennin
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