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Prato

In ricordo dei deportati altre 28 “pietre”

In ricordo dei deportati altre 28 “pietre”

Sono stati collocati dal Comune i sampietrini con il nome delle persone vittime della persecuzione

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PRATO. Semplice ma intesa. E’ stata così la cerimonia a corredo del completamento del progetto “Pietre d’inciampo” che ha visto la collocazione di altri ventotto sampietrini in ottone (dodici sono stati messi lo scorso anno) in ricordo dei deportati nei campi di sterminio nazisti.

Il Comune di Prato ha voluto aderire all’idea dell’artista berlinese Demnig Gunter (presente in città per l’occasione) che ha portato il suo progetto in diversi paesi europei.

Su ogni targhetta si leggono il nome del deportato, la data di nascita e quella di morte, la data e il luogo della deportazione. Si tratta, quindi, di una pietra d’inciampo non fisico ma visivo affinché quelle persone restino vive nel cuore di tutti.

Le ventotto targhe apposte giovedì sono state collocate in diverse zone di Prato in prossimità delle case o dei luoghi dove, nel 1944, i cittadini pratesi (oltre 150 furono i deportati) vennero presi e portati nei campi di concentramento.

Per mettere le “Pietre d’inciampo” l’amministrazione comunale ha chiesto l’autorizzazione ai familiari, se poi altri vorranno aderire il Comune proseguirà nell'iniziativa.

Il sindaco Roberto Cenni ha parlato della cosa come di un segno di forte testimonianza per non perdere il ricordo. Intanto, al Comune è stato suggerito di realizzare un depliant indicante i luoghi dove sono collocate le varie targhe. Giancarlo Biagini, presidente dell’associazione deportati nei campi di sterminio, ha sottolineato come sia importante il nome su quelle targhette. «Significa trasmettere emozione e storia – ha detto – Nel 2013 sono state collocate le prime pietre in ricordo degli operai che furono prelevati dalle fabbriche. Oggi, invece, ricordiamo quelle persone che vennero prese per strade. Erano semplici cittadini ma la loro vita da quel momento cambiò». Le "Pietre d’inciampo" sono state apposte in piazza Santa Maria delle Carceri, in piazza Duomo, in San Marco, in San Francesco, in via Magnolfi, davanti la ex Campolmi e al Pino. Tante le autorità intervenute; dal prefetto Maria Laura Simonetti alla vice presidente della Provincia Ambra Giorgi.

Azelio Biagioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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