Il presidio
Prato, rinviato a metà febbraio il trasferimento della centrale operativa 118
Colti di sorpresa i vertici dell'Asl 4. L'assessore regionale Luigi Marroni spiega le ragioni dello slittamento. Le associazioni di volontariato: "L'ultima parola spetta alla commissione regionale"
PRATO. Era già in programma per domani, giovedì 16 gennaio, una conferenza stampa all’Asl 4 sul trasferimento a Firenze della centrale operativa 118 ma è stata annullata a seguito della comunicazione inviata dalla Direzione Generale "Diritti di cittadinanza e coesione sociale" della Regione Toscana in cui si dice che «in relazione al riordino delle centrali operative 118 delineate dalla deliberazione di Giunta regionale n. 1117 del 16/12/3013 ed al previsto switch off della centrale operativa di Prato, considerata la complessità di tale riassetto, si invita l'azienda a rinviare la data di trasferimento alla metà del mese prossimo, quando sarà definito il piano attuativo generale di riorganizzazione da parte di una apposita commissione in via di costituzione».
Detto in parole povere, tutto il lavoro finora svolto dall'Asl 4 per il trasferimento dell'attuale centrale operativa del 118 è al momento congelato. Una brusca frenata che ha colto di sprovvista anche i vertici dell'Asl pratesi che oggi, mercoledì 15 gennaio, avevano incontrato medici e infermieri per informarli di come avrebbe funzionato la nuova organizzazione a partire dalla data del 20 gennaio, come era stata messa in programma.
La direttrice sanitaria dell'Asl 4 Simona Carli non ha nascosto il suo disappunto: "L'unica comunicazione che abbiamo ricevuto dalla Regione è quella che abbiamo girato alla stampa. Non sono a conoscenza di nessun ripensamento e di un nuovo orientamento che preveda il trasferimento a Pistoia. Questo purtroppo mi meraviglierebbe perché stiamo lavorando da sei mesi con Firenze a cui abbiamo chiesto adeguamenti tecnologici e dove abbiamo formato il personale".
E' l'assessore regionale al Diritto alla salute Luigi Marroni a chiarire meglio quanto è accaduto. "Nell'incontro avuto stamani con le associazioni di volontariato è emersa la necessità di una più ampia riflessione sulla riorganizzazione delle centrali operative. E' stato deciso quante saranno, sei per tutta la Toscana e dove, ma non non è stato ancora messo nero su bianco chi va dove, ovvero gli accorpamenti. Si è cercato di accelerare i tempi per risolvere i problemi logistici della centrale operativa del 118 ancora ubicata all'interno dell'ospedale Misericordia e Dolce. Rispetto ai tempi previsti per le altre sedi, 120 giorni,Prato aveva necessità di anticipare. E ci eravamo mossi in questo senso. Poi, visto che sugli accorpamenti ci sono diversità di vedute, è stato deciso di affidare alla commissione regionale una verifica approfondita, tenendo conto anche degli aspetti tecnici, in modo da pronunciarsi in maniera più ponderata". Ma insomma, Prato andrà con Firenze o Pistoia come è stato ventilato? "Sarà la commissione a pronunciare l'ultima parola" replica l'assessore Marroni.
Le associazioni di volontariato. "Centrale 118 di Prato: ogni forma di riorganizzazione sarà valutata dalla commissione apposita". E’ questa la sintesi dell’incontro che i rappresentanti di Pubbliche Assistenze, Misericordie e Croce Rossa della Toscana hanno avuto oggi con l’assessore regionale per il diritto alla salute, Luigi Marroni. I rappresentanti del volontariato hanno compreso complessità e necessità riguardo la centrale pratese, ma è stato convenuto che ogni sviluppo o decisione sul versante della riorganizzazione dovrà avvenire secondo l’iter istituzionale prefissato. Nessun balzo in avanti dunque, nessuna decisione unilaterale.
«Abbiamo chiesto e ottenuto – sostengono i presidenti regionali di Pubbliche Assistenze, Attilio Farnesi, e Misericordie, Alberto Corsinovi insieme al direttore del comitato regionale della Croce Rossa, Pasquale Morano – il rispetto della delibera della giunta regionale relativa alla predisposizione del piano di attuazione della riorganizzazione delle centrali 118». Quindi i problemi e le specificità delle centrali toscane, compresa quella di Prato, saranno studiate dalla commissione con il supporto “dei coordinatori di Area vasta, dei direttori generali delle Asl., delle competenze tecnico professionali dei responsabili delle centrali operative 118, delle competenze di Estav e di ogni altra figura che possa essere ritenuta necessaria, con la collaborazione dei rappresentanti delle associazioni di volontariato e della Croce Rossa Italiana ed effettuando il confronto e la concertazione con le organizzazioni sindacali interessate”.
Sarà la commissione dunque a decidere la miglior riorganizzazione delle centrali di emergenza tenendo conto delle specificità e delle esigenze territoriali.
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