Il Tirreno

Prato

Cinque stelle, in 22 lasciano il meetup di Barosco

di Carlandrea Poli
Cinque stelle, in 22 lasciano il meetup di Barosco

Prato, si rimescolano gli schieramenti dopo le rivelazioni sui voti gonfiati alle Comunarie. In attesa delle decisioni di Grillo, crescono le quotazioni di Mariangela Verdolini

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PRATO. Attivisti che se ne vanno e traslocano al nuovo gruppo, iscritte che si vedono bannate in un batter d'ali dalla pagina del meetup 134 per aver scelto poche ore prima di abbandonarlo in polemica con la gestione controversa delle Comunarie. Nel MoVimento 5 Stelle il clima è un po' quello da day after.

A distanza di 24 ore dalla rivelazione del Tirreno della decisione degli artefici delle primarie grilline per il Comune di gonfiare i risultati della votazione del 25 ottobre (preliminare alla scrematura dei candidati da 5 a 2) fra i pentastellati si riflette anche sul corretto svolgimento pure del secondo turno, nella sfida decisiva che ha visto contrapposti Fausto Barosco e Adriana Pagliai.

«Sono state fatte delle domande da parte degli attivisti, ma non ci sono state fornite spiegazioni esaustive” ammette Chiara Bartalini, che è stata la prima nella conversazione riservata del gruppo a interrogarsi sulla liceità di aumentare ad arte i dati dei partecipanti per catturare meglio l'attenzione. Lei è un ex del 134 da qualche ora, decisione pagata a caro prezzo. Dalla pagina organizzativa di Facebook è stata depennata dai contatti.

E questa sembra, a ben vedere, la prima concreta conseguenza dell'esplosione mediatica del caso Comunarie: in 15 se ne erano andati nei giorni precedenti, ben 7 hanno deciso di togliere le tende dal meetup che appoggia Fausto Barosco nelle ultime 24 ore. Fra questi anche Luca Baldi: «Entro a far parte del nuovo gruppo, composto da simpatizzanti e attivisti di entrambi i meetup». Il motivo della rottura nel suo caso è stata l'esclusione a sorpresa dalle liste per il consiglio comunale: «Dovevo essere fra i 30 nomi indicati insieme a Barosco, invece, mi hanno tagliato fuori».

Per fare chiarezza sulla faccenda occorre ricordare che il terreno di contesa – in una diatriba fra il 134 e il Prato 2 che va in scena con alterni picchi di tensione dal 2009 – è diventato l'ottenimento della certificazione della lista per il consiglio abbinata al consiglio comunale: il contenzioso per ottenere la legittimità è fra l'elenco di nomi riunito attorno alla candidatura per la massima poltrona cittadina di Fausto Barosco e quello stilato a sostegno di Mariangela Verdolini.

La candidata, trentaduenne, disoccupata ex titolare di un bar corre forte della designazione di 35 organizer. Lo staff di Beppe Grillo dovrebbe, in breve, decidere chi dei due abbia il diritto a rappresentare il MoVimento nelle elezioni amministrative di primavera. E mentre i fatti sembravano finora sorridere in favore di Barosco, l'asse della fortuna e dei numeri potrebbe slittare in direzione di Verdolini e della lista che avrebbe l'intento di superare il perenne strappo fra le due fazioni.

Prima ancora di dirimere – al pari di una corte di ultima istanza – chi dei due fronti abbia ragione, i collaboratori di Casaleggio hanno chiesto a Gianna Mannelli – che dopo aver fatto un passo indietro personalmente, ha provato a portare la pace fra i meetup – dei report dettagliati sulle riunioni svolte della sua “lista unica” e dei motivi del nuovo strappo. Un segnale che viene interpretato con ottimismo da Mariangela Verdolini, speranzosa di veder pendere a questo punto il piatto della bilancia della giustizia verso di lei.

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