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Prato, nel 2014 per i contribuenti 18 milioni di nuove tasse
È lo tsunami Tasi e Imu. L’assessore al Bilancio Adriano Ballerini: «Il governo ha eliminato i trasferimenti, questo è il risultato»
PRATO. Non importa che giunta ci sarà la prossima primavera, se sarà di centrodestra o di centrosinistra. Di centro, chi governerà il Comune l’anno prossimo, dovrà fare i conti con un’imposizione fiscale che tutto sarà fuorché gradita dai cittadini-elettori. Perché i numeri non mentono e quelli di Tasi e Imu, affrontati per la prima volte oggi (14 gennaio) in una riunione tra il settore bilancio e programmazione finanziaria del Comune e Sori, non lasciano margini di incertezza: le tasse nel 2014 aumenteranno , per tutti. «L’operazione del governo su Imu e Tasi - spiega Adriano Ballerini, assessore al Bilancio - ha puntato ad eliminare i trasferimenti compensativi della tassa sulla casa, dallo Stato agli enti locali. Oggi, con la nuova formulazione, sono i Comuni che devono reperire risorse manovrando su Imu e Tasi». I numeri chiariscono meglio la situazione: nel 2013 lo Stato ha reso a Prato 16 milioni di euro ovvero il mancato introito dell’Imu prima casa. Nel 2014 i 16 milioni di trasferimenti verranno a mancare. Inoltre verrà ulteriormente diminuita la quota che spetta al Comune dal fondo di solidarietà statale. In tutto il Comune per stare appena appena in equilibrio dovrà trovare, giocando sulle aliquote di Imu e Tasi, almeno 18 milioni di euro di nuove tasse.
Su questa cornice il Comune ha dato mandato a Sori, la partecipata che si è occupata di fare i conti sull’Imu, di procedere con le simulazioni su Tasi (la tassa sui servizi indivisibili che andrà a gravare su tutte le abitazioni) e su Imu e Tasi sulle seconde case. «Di certo - è il giudizio del presidente Sori Giovanni Luchetti (Fi)- andranno a pesare sulle tasche dei cittadini. Ma la Tasi, in particolare, è di fatto una nuova tassa sulla proprietà della casa». La Tasi potrà essere applicata - i conti si fanno sul valore catastale rivalutato - da un minimo di un uno per mille a un massimo del 2,5 per mille. «Ogni punto di Tasi prima casa - continua Luchetti - vale 7 milioni». Se il Comune decidesse di applicare il minimo, nelle casse dell’ente entrerebbero quindi 7 milioni. Troppo pochi. Raddoppiando l’aliquota (al 2 per mille) i milioni sarebbero 14. C’è poi la partita seconde case, se possibile ancora più complessa. Su quel fronte infatti Tasi e Imu vanno a braccetto, ovvero si sommano. «Il massimo di imposizione per Tasi e Imu fino a oggi - spiega Ballerini - è il 10,6 per mille. Ma già da domani il governo potrebbe alzare il tetto fino all’11,6 per mille». Il Comune applica un’aliquota Imu su tutto ciò che non è prima casa del 9,6 per mille. Ha quindi un po’ di margine di manovra. Se decidesse al alzare di un punto l’aliquota ex Imu, da domani Imu-Tasi, portandola al 10,6 per mille, nelle casse dell’ente entrerebbero tra i 4 e i 5 milioni di euro, a quel punto sufficienti per coprire i mancati trasferimenti. Ma per i contribuenti saranno dolori. (c.o.)
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